Morta Winnie Mandela

“Un gigantesco albero è caduto… e ci lascia un’enorme eredità… I sudafricani hanno perso una madre, una nonna, un amico, un compagno, un leader e un icona”. Con queste parole il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa ha salutato Winnie Madikizela-Mandela, moglie dell’eroe della lotta all’apartheid Nelson Mandela, morta lunedì dopo una lunga malattia all’età di 81 anni nella sua casa di Soweto.

Il funerale ufficiale si terrà l’11 aprile, ha annunciato, seguito il 14 aprile da una celebrazione nazionale. Ma già da lunedì una folla di circa 200 persone si è riunita fuori dalla sua casa, cantando e ballando. La causa della morte o natura della sua malattia non sono state rivelate.

Personalità politiche e intellettuali di tutto il continente le rendono omaggio in questi giorni. Tra questi anche l’arcivescovo anglicano e attivista anti-apartheid, Desmond Tutu, che ha affermato: “La sua coraggiosa sfida è stata di grande ispirazione per me e per generazioni di attivisti”.

La sua parabola politica e personale non fu però tutta così brillante. Winnie e Nelson si sposarono nel 1958 ed ebbero due figli, ma il loro matrimonio iniziò ad entrare in crisi negli anni successivi alla liberazione del marito dal carcere, nel 1990. La coppia divorziò nel 1996. La fine dell’apartheid segnò per lei l’inizio di una serie di problemi legali e politici. Accusata dell’uccisione dell’attivista Stompie Seipei – trovato vicino alla sua casa di Soweto con la gola tagliata – fu condannata nel 1991 per sequestro e aggressione del quattordicenne, sospettato di essere un informatore. La sua condanna a sei anni di carcere fu poi ridotta in appello e commutata in una multa. (Reuters / Rfi)

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