Sudafrica / Riforma agraria

Il principale partito di opposizione in Sudafrica ha minacciato di ricorrere all’Alta Corte di giustizia per cercare di fermare l’iter di una controversa riforma agraria.

Il mese scorso una squadra parlamentare ha proposto un emendamento costituzionale per consentire allo stato di espropriare terreni senza compensazione, nell’interesse pubblico. La relazione è stata discussa in parlamento ieri e approvata dalla maggioranza dei membri presenti.

Tuttavia, l’adozione della relazione è solo un passo nel lungo processo di modifica della Costituzione. Il presidente Cyril Ramaphosa, che ha sostituito Jacob Zuma a febbraio, ha dato subito la priorità alla ridistribuzione della terra, mentre cerca di unire il frammentato partito di governo, African National Congress (ANC), e riguadagnare il consenso perduto, prima delle elezioni del maggio 2019.

Ma la principale opposizione, Democratic Alliance (DA), e alcuni gruppi di protesta, sostengono che i piani del governo metteranno a repentaglio i diritti di proprietà e spaventeranno gli investitori.

Dopo la votazione di ieri, dovrebbe essere redatta una nuova proposta di legge che propone la modifica della sezione 25 della Costituzione, per consentire l’esproprio di terreni senza indennizzo. Per diventare legge, è necessaria l’approvazione di entrambe le camere del parlamento e poi la firma di Ramaphosa.

La scorsa settimana l’Alta Corte ha respinto un ricorso intentato da AfriForum, un gruppo che rappresenta principalmente afrikaner bianchi che cercano di tutelare la proprietà delle loro terre, insolitamente alleatosi con il sovrano del regno zulu.

La terra è una questione scottante in Sudafrica, dove la disuguaglianza razziale rimane radicata più di due decenni dopo la fine dell’apartheid, quando milioni di persone appartenenti alla maggioranza nera, furono espropriati della loro terra da una minoranza bianca. (Voice of America)