Sudafrica / Riforma della terra

Il sovrano del regno Zulu, Goodwill Zwelithini KaBhekuzulu, e Afriforum, organizzazione non governativa a difesa della cultura degli afrikaner e del loro coinvolgimento nella vita pubblica, hanno recentemente dichiarato la loro unione contro la riforma della  terra che il governo sudafricano del presidente Cyril Ramaphosa vuole realizzare, espropriando le terre ancora possedute dalla maggioranza bianca, senza risarcimento, e ridistribuendole a 17 milioni di persone nere.

Il re Zulu controlla un’entità territoriale e amministrativa, la Ingonyama Trust, situata nella provincia di KwaZulu-Natal, che si estende su 2,8 milioni di ettari e di cui teme l’esproprio e di conseguenza l’indebolimento della sua autorità, sebbene Ramaphosa gli abbia promesso che la riforma non avrebbe toccato le sue terre.

Prima di rivolgersi al gruppo afrikaner, Goodwill Zwelithini aveva chiesto pubblicamente al presidente sudafricano di firmare un accordo per formalizzare la promessa. 

Intanto però, la partnership tra regno Zulu e Afriforum si rafforza, sulla base di una cooperazione che promuova l’agricoltura e la sicurezza alimentare. Kallie Kriel, amministratore delegato di Afriforum, ha dichiarato al quotidiano nazionale Times Live che l’organizzazione aveva già avviato un progetto pilota con gli agricoltori emergenti zulu che possiedono terre adiacenti a quelle degli afrikaner, in modo da sostenere reciprocamente la produzione agricola e da incoraggiare il rispetto tra comunità. 

Altri leader tradizionali hanno chiesto al governo di tutelare le loro terre e il loro potere, poiché si considerano custodi di culture e tradizioni che hanno bisogno di protezione per sopravvivere, ma i più critici vi scorgono gli interessi economici. Molti di questi leader possiedono infatti terre ricche di minerali e di risorse strategiche, senza le quali non potrebbero fare affari con le compagnie straniere. (Reuters / Times Live)