Sudafrica / USA

Si alza la tensione diplomatica tra il Sudafrica e gli Stati Uniti, che ieri hanno avvertito Pretoria che sequestrare la terra senza risarcimento rischia di mandare il paese su una brutta strada, ribadendo così la volontà di contrastare gli sforzi del governo per colmare la lampante disparità razziale quasi 25 anni dopo la fine dell’apartheid.

Mercoledì il presidente Donald Trump, in un tweet sulla sua pagina ha scritto: “Ho chiesto al segretario di Stato di studiare da vicino i sequestri di terre e fattorie in Sudafrica, gli espropri e le uccisioni su larga scala degli agricoltori”, spingendo Pretoria ad accusarlo di alimentare divisioni razziali.
Dopo il tweet il rand è sceso di oltre l’1,5% nei confronti del dollaro, per poi recuperare parzialmente.

La dichiarazione di Trump sembra essere in risposta a un reportage dell’emittente Fox News che si concentrava sull’annosa questione della terra e sugli omicidi di agricoltori bianchi.

I commenti del presidente americano hanno infiammato un dibattito già acceso sulla proprietà della terra in Sudafrica. “Il Sudafrica respinge totalmente questa percezione ristretta che cerca solo di dividere la nostra nazione e ci ricorda il nostro passato coloniale”, si legge in un tweet nella pagina ufficiale del governo sudafricano.

Il 1° agosto, Ramaphosa ha annunciato che l’African National Congress (ANC) – partito al governo dalla fine del regime segregazionista – prevede di modificare la Costituzione per consentire l’esproprio della terra senza compensazione, in quanto i bianchi possiedono ancora la maggior parte del territorio.
Ramaphosa ha in seguito precisato che nessuna terra è stata “sequestrata” da quando sono stati annunciati i piani di riforma. (Reuters / Voice of America)