Un funzionario dell’ufficio del pubblico ministero del tribunale di Khartoum ha dichiarato che nei giorni scorsi le forze di polizia hanno liberato 80 minorenni stipati in un container nella zona di Khartoum conosciuta come Sharjel Nil. I ragazzi, di età comprese tra i 13 e i 17 anni, erano pronti per essere contrabbandati oltre confine (presumibilmente quello libico).  

Secondo le dichiarazioni di un altro funzionario, Mutasim Abdallah, dopo la liberazione i ragazzi sono stati portati in un centro nel quartiere di Soba, alla periferia della città. Durante la prigionia sarebbero stati maltrattati sia fisicamente che psicologicamente e necessitano ora urgentemente di cure mediche e di supporto psicologico.

Questa settimana sono stati liberati dalle mani dei trafficanti cinque minorenni anche a Kassala, una cittadina che si trova nelle immediate vicinanze del confine eritreo. Lo ha dichiarato il capo della polizia locale, Yahya El Hadi Suleiman. Per la loro liberazione, i trafficanti avrebbero chiesto alla mamma, che vive in Germania, 25.000 dollari.

Nello stato di Kassala sono piuttosto frequenti i ritrovamenti di migranti finiti nelle mani dei trafficanti. Ufficialmente per stroncare il losco commercio, il governo di Khartoum all’inizio di quest’anno ha imposto nella zona lo stato di emergenza per un periodo di sei mesi. Alla scadenza, lo stato di emergenza è stato prorogato fino alla fine di quest’anno, nonostante l’opposizione delle autorità locali.

Per controllare i confini sono state dispiegate nella zona le Rapid Support Forces, RSF, una milizia recentemente inquadrata nell’esercito come entità autonoma, accusata di violazioni gravissime dei diritti umani e delle stesse leggi sudanesi prima in Darfur e poi nella stessa capitale Khartoum. Nella zona di Kassala si sarebbero macchiati di crimini quali razzie e attacchi indiscriminati a civili in numerosi villaggi.  (Radio Dabanga)