Continuano le irregolarità
Gli osservatori internazionali continuano a segnalare irregolarità nelle operazioni di voto. dopo la giornata di ieri, la Commissione Elettorale ha deciso un prolungamento di altri due giorni. I sudanesi potranno votare fino a giovedì.

La Commissione elettorale in Sudan ha deciso ieri di prorogare l’apertura dei seggi per altri due giorni, a causa dei problemi logistici riscontrati nelle operazioni di voto. Elezioni nel caos, dunque, nel paese più vasto del continente, dove i partiti di opposizione, impegnati nel boicottaggio del voto, già chiedono l’annullamento.

Mancano le schede elettorali, altre sono invece scomparse, alcune invece riportano i simboli e i nomi dei candidati ripetuti più volte. Gli osservatori, che stanno monitorando il voto, parlano anche di errori nella compilazione delle stesse liste elettorali. A tutto questo si aggiunge la complessità del voto. Dovranno, infatti, essere eletti il governo della regione semi-autonoma del Sud e tutti gli organi regionali.

Fino a giovedì, 16 milioni di elettori andranno a votare i 2 presidenti, di nord e sud, i membri dei due parlamenti e quelli delle assemblee regionali, con i rispettivi governatori.
Ieri gli osservatori e il Sudan People’s Liberation Movement, principale partito del Sud Sudan, avevano chiesto una proroga del voto, soprattutto nel sud, dove i ritardi nella consegna di materiali e schede elettorali sono stati più evidenti.

Secondo il Dipartimento di Stato statunitense, nonostante le prevedibili irregolarità, il voto sudanese rappresenta, comunque, un importante passo avanti nel processo di pace. Una pace fragile, siglata nel 2005, dopo più di due decenni di guerra civile tra nord e sud. Secondo il percorso tracciato dagli accordi: dopo il voto, sarà la volta di un referendum, nel 2011, che dovrà decidere sull’indipendenza del Sud Sudan.