Solidarietà e preghiera per il Sudan - Nigrizia
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L'appello dei Superiori Provinciali di Italia ed Egitto-Sudan alle comunità comboniane: "Non abbandoniamo il popolo sudanese"
Solidarietà e preghiera per il Sudan
Il 28 luglio una conferenza stampa a Roma
10 Luglio 2026
Articolo di P. Pietro Ciuciulla e P. Diego Dalle Carbonare
Tempo di lettura 4 minuti

Cari confratelli comboniani della Provincia Italiana,
vi scriviamo questa lettera, firmata dai Provinciali dell’Italia e dell’Egitto-Sudan, per mettere in luce il momento estremamente grave in cui si trova la terra più amata da San Daniele Comboni.

Vorremmo fare memoria della precarietà e della violenza che minacciano il popolo sudanese e, successivamente, condividere alcune iniziative che stiamo portando avanti grazie a un gruppo di lavoro interprovinciale, che coinvolge anche diverse organizzazioni cattoliche e della società civile. Infine, vorremmo farvi una proposta per metterci in gioco come comunità comboniane nei nostri territori.

La grave situazione del Sudan oggi

Come sappiamo, il conflitto in Sudan, iniziato nell’aprile 2023 tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF), ha provocato una delle più gravi crisi umanitarie del mondo. Si stima che decine di migliaia di persone siano state uccise, oltre 14 milioni siano state costrette a lasciare le proprie case e più della metà della popolazione necessiti oggi di assistenza umanitaria.

Il timore di nuovi massacri di massa si fa sempre più concreto nel Nord e nel Sud Kordofan, dove le RSF proseguono con i loro assedi e sembrano prepararsi a lanciare un attacco contro la città di El Obeid. Potrebbe ripetersi una tragedia come i crimini contro l’umanità perpetrati a El Fasher tra maggio 2024 e ottobre 2025, denunciati in un recente rapporto di Amnesty International. Le agenzie umanitarie avvertono che a El Obeid si registra già un livello di emergenza per la grave carenza di cibo, la mancanza di acqua potabile e il rischio di epidemie di colera.

Anche il Vaticano si è pronunciato con preoccupazione, presso il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, sull’imminenza di una nuova tragedia.

Nigrizia sta seguendo attentamente gli sviluppi della situazione, in costante dialogo con i missionari comboniani e con altri testimoni in Sudan.

Iniziative in corso in Italia

Da più di due anni, una ventina di associazioni della società civile italiana e sudanese – ACLI, Amnesty lnternational Italia, ANPI, AOI, ARCI, Baobab experience, Caritas italiana, CIPAX, Comitato Internazionale per la Pace in Sudan, Comunità Sant’Egidio, Comunità sudanese in Italia, Economia Disarmata-Movimento dei Focolari Italia, Emergency, FOCSIV, Fondazione Nigrizia, Medici senza Frontiere, Missionari Comboniani in Italia, Rete italiana pace e disarmo, Un Ponte Per – stanno cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla grave crisi umanitaria in Sudan, con interventi anche al Parlamento italiano e al Parlamento  Europeo.

A fine 2025 sono stati pubblicati due comunicati ufficiali: il primo, in ottobre, per chiedere un intervento urgente del Governo italiano al fine di aprire corridoi umanitari a El Fasher; il secondo, a dicembre, per chiedere l’interruzione della cooperazione militare del Governo italiano con gli Emirati Arabi Uniti, che aloro volta forniscono armi alle RSF.

Un seminario di studio, realizzato in giugno 2026 presso la nostra Casa Generalizia a Roma, ha approfondito i legami tra il traffico dell’oro sudanese e la guerra, rivelando nuovamente la grave complicità degli Emirati Arabi Uniti. Su questo tema, il 28 luglio si terrà a Roma una conferenza stampa.

Proposte per le comunità comboniane

In un tempo particolarmente grave e delicato, invitiamo i confratelli della Provincia Italiana a unirsi nell’impegno per la pace in Sudan:

  • Proponete dibattiti nelle vostre comunità e nei vostri territori e fate circolare le notizie che stiamo pubblicando frequentemente sul tema;
  • Uniamoci, anche con le comunità cristiane con cui condividiamo la fede e il cammino, in una giornata di digiuno e preghiera in concomitanza con la conferenza stampa del 28 luglio: risuoni così la preoccupazione e l’impegno missionario di tante persone per la pace.

Affidiamoci al Dio della Pace, a Maria, Madre della Riconciliazione, e all’intercessione di San Daniele Comboni, perché si aprano cammini di risoluzione del conflitto nella martoriata terra sudanese.

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