Sudan /Economia

Nei giorni scorsi il parlamento sudanese ha approvato una legge che permette all’Arabia Saudita di coltivare  un milioni di feddan (la misura agraria locale, corrispondente a poco più di un acro) di terreno per un periodo di 99 anni. L’investimento si colloca nell’Est Sudan, una delle zone più povere del paese, e prevede la costruzione di un sistema di sbarramenti sui fiumi Atbara e Seetit per l’irrigazione di un milione di feddan allo scopo di produrre foraggio.

Per mettere a coltura l’enorme estensione di terreno, i sauditi investiranno 10 miliardi di dollari nei primi 10 anni della durata del contratto per la costruzione delle infrastrutture, e in particolare delle dighe e dei canali per l’irrigazione. Le dighe saranno anche in grado di produrre energia elettrica per 320 megawatt.

L’accordo è stato definito come coloniale dall’Associazione nubiana che si oppone alla costruzione di nuove dighe e a questo genere di contratti di land grabbing. Il presidente dell’associazione ha dichiarato che questo enorme investimento non porterà nessun vantaggio alla popolazione locale , anzi renderà scarsa la disponibilità d’acqua per il loro bestiame e per le coltivazioni base della loro alimentazione. Di fatto, impoverirà le comunità interessate.

In altre zone del paese, in corrispondenza della costruzione di sbarramenti sul corso del Nilo, come la diga di Merowe, la popolazione è stata spinta su terreni aridi dove la produzione di prodotti alla base dell’economia locale è molto difficile. Questo ha provocato dimostrazioni e rivolte represse duramente dal regime di Khartoum. (Radio Dabanga)