Sudan / Migrazioni / Diritti Umani

Domenica scorsa il generale maggiore Ibrahim Abdelrahim, capo della polizia dello stato di Khartoum, ha informato la stampa dell’avvenuto arresto di 3 sudanesi, accusati di essere trafficanti di esseri umani. Nella stessa operazione sono stati liberate 177 persone, tra cui 27 ragazze, tenute in stato di semi detenzione. I migranti erano nascosti da 21 giorni in sei case nel distretto di Ulwan. Aspettavano il momento più favorevole per essere condotti fuori dal paese in modo illegale.

E’ la più considerevole operazione di contrasto alle migrazioni clandestine, condotta in Sudan quest’anno. Il paese è lo snodo più importante per i flussi migratori verso l’Europa dal Corno e dall’Est Africa. Per questo gode di accordi speciali con l’Unione europea, che prevedono anche notevoli finanziamenti, oltre che supporti in formazione, tecnologia e mezzi logistici per il controllo del territorio.

Gli attivisti sudanesi dell’opposizione e per la difesa dei diritti umani denunciano che questi mezzi sono usati soprattutto per controllare la popolazione e il dissenso interno. Affermano anche che gran parte dei fondi europei sono serviti al rafforzamento delle Rapid Support Foces, conosciute anche come le nuove milizie filo-governative janjaweed per l’origine e il modo di operare, a cui è affidato il controllo delle frontiere tra il Sudan e la Libia, e da quest’anno anche quelle tra l’Eritrea e il Sudan. (Radio Dabanga)