Sudan, la crisi dimenticata (anche dall'Italia) - Nigrizia
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Una conferenza stampa alla Camera richiama l’attenzione sul dramma umanitario
Sudan, la crisi dimenticata (anche dall’Italia)
Da Missionari comboniani, comunità di Sant’Egidio e Medici senza Frontiere quattro proposte al governo per contribuire a una risoluzione del conflitto
11 Marzo 2025
Articolo di Redazione
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Un campo ciadiano per rifugiati sudanesi fuggiti dalla violenza nel Darfur (Credit: Wikimedia)

Il conflitto civile scoppiato in Sudan nell’aprile 2023 ha provocato secondo le Nazioni Unite la più grave emergenza umanitaria oggi presente nel mondo.

In una conferenza stampa cui hanno preso parte giornalisti e alcuni parlamentari, svoltasi nel pomeriggio di martedì 11 marzo presso la Camera dei Deputati a Roma, diverse associazioni non governative hanno presentato alcune proposte concrete al governo affinché assuma iniziative volte a favorire una soluzione del conflitto.

Sono intervenuti nella conferenza il deputato Paolo Ciani (moderatore), fratel Antonio Soffientini, missionario comboniano; Paolo Impagliazzo, segretario generale della Comunità di Sant’Egidio; Marco Bertotto, direttore programmi di Medici senza Frontiere; Brando Ricci, redattore di Nigrizia; p. Jorge Naranjo, direttore del Comboni College of Science and Technology e l’eurodeputato Marco Tarquinio (questi ultimi due in collegamento da Bruxelles e Port Sudan rispettivamente).

È stata inizialmente descritta a grandi linee la gravissima crisi alimentare che affligge il paese nella guerra civile di cui tuttora non si intravvede soluzione.

Il conflitto ha provocato finora oltre 12 milioni di sfollati, 3,5 milioni di rifugiati nei paesi limitrofi e una crisi alimentare generalizzata che colpisce oltre 26 milioni di sudanesi.

L’appello di partecipanti alla conferenza alla fine dell’intervento include quattro proposte concrete sulle quali si chiede l’impegno del governo italiano affinché: 

  1. Promuova un’iniziativa per il raggiungimento di un cessate il fuoco e possano essere avviati negoziati di pace a livello internazionale.
  2. Tenga fede all’embargo sull’esportazione e vendita di armi ai contendenti sulla base delle decisioni assunte al riguardo a livello europeo.
  3. Si impegni ad agevolare attraverso corridoi umanitari l’invio di urgenti aiuti alimentari indispensabili per garantire la sopravvivenza di migliaia di persone in condizioni ormai disperate.
  4. Rispetti e garantisca i diritti umani di migranti e rifugiati dal Sudan, tutelandone il diritto d’asilo.
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