Sudan / Darfur

Lo ha dichiarato in una conferenza stampa tenutasi a Khartoum Jeremiah Mamabolo, capo della missione di pace in Darfur (UNAMID).

Nel suo discorso ha ammesso che ci sono ancora continui scontri tra le forze governative e quelle ribelli nel Jebel Marra, considerata la roccaforte del Sudan Liberation Mouvement di Abed Waid al Nur (SLM-AW). Ha però anche detto che la situazione è migliorata nel resto del Darfur e ha perciò giustificato la strategia di uscita della missione di pace dalla regione, decisa dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu con la risoluzione 2429. La quasi completa chiusura della missione di pace nella regione dovrebbe avvenire entro i primi sei mesi del 2019. I gruppi dell’opposizione sudanese e quelli della società civile si sono opposti al provvedimento e si dicono gravemente preoccupati dalle sue conseguenze.

Jeremiah Mamabolo ha inoltre sottolineato gli sforzi fatti per la ripresa dei colloqui di pace sulla base del documento messo a punto a Doha, in Qatar, il Doha Document for Peace in Darfur (DDPD), a suo tempo firmato solo da gruppi minoritari dell’opposizione armata darfuriana. Ora sarebbero disposti a sedersi al tavolo negoziale anche due fra i gruppi piú rilevanti, il JEM e la fazione guidata da Minnie Minawi del SLM. (Sudan Tribune)