Conflitti

Sudan, Egitto e Marocco fanno parte di una coalizione di 10 paesi che stanno sostenendo la campagna “Storm of Revolve”, condotta dall’Arabia Saudita contro gli Houti, i ribelli sciiti  che controllano ormai gran parte dello Yemen. L’annuncio è stato fatto ieri dall’ambasciatore saudita a Washington in una conferenza stampa in cui non tutti i paesi partecipanti sono stati nominati.

La coalizione, è stato detto, ha risposto alla richiesta di aiuto del presidente yemenita, Abedrabbo Mansour Hadi, riconosciuto legittimo dalla comunità internazionale. Hadi, dal canto suo, aveva mandato una lettera al Consiglio di sicurezza, in cui chiedeva che gli stati arabi intervenissero immediatamente in suo soccorso, facendo riferimento all’art. 51 della Carta dell’Onu che riconosce il diritto di difesa contro un attacco armato.

La decisione potrebbe trasformare la guerra civile yemenita in una crisi regionale in cui l’Arabia Saudita confronta, in un conflitto per procura, l’antagonista di sempre, l’Iran.

Se la partecipazione dell’Egitto, e in parte anche del Marocco, ad un’azione a guida saudita e, di fatto, ben poco gradita all’Iran, è scontata, qualche sorpresa ha destato la decisione sudanese, per via delle sue alleanze nella regione, che vedono l’Iran come un partner strategico soprattutto sul piano militare, cosa che aveva creato tensioni proprio con l’Arabia Saudita.  Nei mesi scorsi, inoltre, il Sudan era stato sospettato di fornire armi ai ribelli Houti, per conto proprio dell’Iran. Il ministro degli esteri sudanese, Ali Kharti, nell’annunciare la partecipazione sudanese alla campagna, ha dichiarato che la decisione è dovuto al pericolo che la situazione yemenita costituisce per tutta la regione e ha promesso aeri militari e truppe di terra. (Sudan Tribune / Radio dabanga