Sudan

Radio Dabanga, una radio indipendente che trasmette notizie dal Darfur e da altre zone non facilmente raggiungibili del Sudan, da venerdì scorso non può più usare le frequenze dell’Arab Satellite Communication Organization (ArabSat), della Lega Araba per le trasmissioni radio e televisive. La chiusura delle frequenze sarebbe avvenuta per le pressioni del governo sudanese, che anche nel passato aveva fatto di tutto per impedire il lavoro dell’emittente.

Aveva dapprima chiuso gli studi a Khartoum, ma la radio aveva ripreso presto a trasmettere dall’Olanda, e poi aveva tentato in ogni modo di disturbarne le frequenze. Tuttavia, Radio Dabanga era diventata la radio più ascoltata in Sudan, in particolare nelle zone rurali e periferiche.

Faysal El Bagir, coordinatore generale del Sudanese Journalist Network for Human Rights (Jahr), ha osservato che la Lega araba si presta a giocare un ruolo nella repressione della libertà d’informazione, in un paese in cui i mass media sono monopolizzati dal regime e trasmettono solo quello che serve a dargli lustro.

Anche Hussein Abu Sharati, portavoce dell’associazione degli sfollati e rifugiati del Darfur, ha rilasciato dure dichiarazioni in cui dice che la decisione dell’ArabSat è una violazione della libertà di espressione della gente più vulnerabile e marginalizzata. Ha inoltre domandato un’azione internazionale perché le trasmissioni radio e televisive di Radio Dabanga possano riprendere al più presto.

Ora Radio Dabanga trasmette sulle seguenti frequenze: Eutelsat W7A, frequenza: 12399.

La chiusura delle frequenze della radio si aggiunge al continuo intervento del Niss, il servizio del regime per la sicurezza, sui giornali, sequestrandone intere edizioni e chiudendo le redazioni per periodi più o meno lunghi. (Radio Dabanga / Sudan Tribune)