Sudan / Accordo politico

Dopo serrate discussioni durate diversi giorni, il Consiglio militare transitorio (Cmt) e l’opposizione, le Forces for freedom and change (Ffc), hanno firmato ieri l’accordo politico basato sul documento presentato dai mediatori dell’Unione africana e del governo etiopico, e accettato dalle due parti la scorsa settimana. Continuano invece le discussioni sul documento costituzionale, più dettagliato, che dovrà guidare il governo del paese nei 39 mesi del periodo transitorio. Secondo i mediatori il documento potrebbe essere firmato già domani.

Nell’accordo politico sono stati definiti gli organi di governo del paese. La presidenza collettiva, definita come Consiglio Sovrano, sarà costituita da 11 membri, cinque nominati dai militari, cinque dall’opposizione e un civile scelto concordemente. La presidenza sarà tenuta dai militari per i primi 21 mesi e dai civili per gli ultimi 18 del periodo transitorio. Il Consiglio sovrano nominerà il primo ministro, un civile, che formerà il governo, composto da 20 dicasteri. I militari nel consiglio sovrano sceglieranno però i ministri dell’Interno e della Difesa.

Non è stato raggiunto l’accordo sulla formazione dell’assemblea legislativa. I militari hanno infatti rimesso in discussione le percentuali (2/3 all’opposizione) che erano state concordate all’inizio di giugno, prima della crisi provocata dal massacro conseguente allo sgombero del presidio popolare davanti al quartier generale dell’esercito. L’accordo politico prevede anche una commissione d’inchiesta indipendente per accertarne le responsabilità.

Per i militari, l’accordo è stato firmato da un sorridente vicepresidente della giunta, il comandante delle famigerate Rapid support forces (Rsf), generale Mohamed Hamdan Dagalo, conosciuto come Hemeti, che esce come la figura più in vista in questa prima fase di transizione. Non altrettanto sorridente era il rappresentante delle Ffc.

L’accordo è già stato contestato dai movimenti di opposizione armata che stavano trattando le proprie richieste con esponenti delle Ffc ad Addis Abeba. (Redazione)