Sudan

Sono cominciati ieri a Juba, capitale del Sud Sudan, i colloqui di pace tra il governo transitorio sudanese e il Sudan Revolutionary Front (SRF), coalizione alla quale aderiscono alcuni tra i maggiori movimenti di opposizione armata. E precisamente: il Sudan People’s Liberation Movement-North ala di Malik Agar (SPLM-N Agar) che opera nello stato del Nilo Blu; il Justice and Equality Movement (JEM), il Sudan Liberation Movement di Minni Minawi (SLM-MM) e il SLM-Transitional Council di El Hadi Idris che operano in Darfur; il Sudan Beja Congress che opera nel Sudan dell’Est.

Presente anche Abdelaziz El Hilu, capo dell’ala del SPLM-N che opera nei Monti Nuba. L’SPLM-N si è spaccato nel marzo del 2017. El Hilu ha poi formato una coalizione di piccoli gruppi armati denominati Kush Alliance.
La delegazione governativa era guidata dal presidente del Consiglio sovrano, Abdelfattah El Burhan.

Nei prossimi due mesi, tanto dovrebbero durare i negoziati, saranno discussi i punti concordati nella Dichiarazione di principi di Juba, firmata tra le due parti lo scorso 11 settembre. Fattore decisivo per il successo delle trattative sarà la capacità di costruire un clima di fiducia, per cui nella dichiarazione di Juba sono previsti un cessate il fuoco generalizzato, l’abolizione della pena di morte per i leader dei movimenti armati comminata dallo scorso regime e il rilascio dei prigionieri di guerra.

Alla seduta inaugurale, tenutasi lunedì sera alla Sala dell’Amicizia, la più grande e prestigiosa di Juba, era presente anche il primo ministro etiopico, Abiy Ahmed che, anche per la sua opera di mediazione nei conflitti regionali, la settimana scorsa ha ricevuto il Premio Nobel per la pace. Hanno partecipato, inoltre, il primo ministro egiziano, Mustafa Madbouli, e il presidente ugandese Yoweri Museveni. Tutti hanno espresso il pieno supporto al processo di pace che segna un’altra svolta nel percorso del Sudan verso un nuovo capitolo della sua storia, dopo quasi 30 anni di regime autoritario retto dal deposto presidente al Bashir. (Sudan Tribune / Radio Dabanga)