Sudan

Giovedì scorso, in una cerimonia tenutasi in serata, hanno prestato giuramento i ministri del governo tecnico formato dal primo ministro Abdallah Hamdok. Si è così insediata la compagine governativa che opererà nel periodo transitorio di 39 mesi, previsto dall’accordo di condivisione del potere sottoscritto dalle forze di opposizione (Ffc) e dalla giunta militare. È il primo governo dalla deposizione dell’ex presidente Omar El-Bashir, lo scorso aprile, dopo quattro mesi di proteste popolari.

Hamdok, nominato dalle Ffc e approvato dal Consiglio supremo, ha presentato 18 dei 20 nuovi ministri. Ne fanno parte anche 4 donne. Gli ultimi due, quelli per le Infrastrutture e per il Bestiame e la pesca, saranno indicati in seguito. Il ritardo nella presentazione del governo è stato spiegato con la necessità di trovare le persone giuste dal punto di vista delle competenze e rappresentative di ogni regione del paese. Per i due ministeri ancora vacanti, ha detto, si stanno cercando persone dell’Est Sudan e del Nilo Blu. Nelle prossime settimane saranno nominati anche i governi degli stati federali.

Appena dopo la cerimonia del giuramento, il ministro dell’economia, Ibrahim al-Badawi, ha convocato una conferenza stampa in cui ha annunciato un piano di emergenza della durata di 200 giorni. Il piano agirà su cinque direttrici. Saranno prese misure di stabilizzazione macroeconomica e dei prezzi; per affrontare la disoccupazione giovanile, per facilitare il passaggio dall’aiuto umanitario allo sviluppo sostenibile e infine per formare le capacità necessarie per gestire le istituzioni economiche.

Venerdì intanto, l’Unione Africana ha riammesso il Sudan nell’organizzazione, mettendo fine a tre mesi di sospensione causata dal mancato insediamento di un governo civile. La partecipazione del Sudan era stata congelata in giugno, dopo il massacro dei civili che presidiavano il quartier generale dell’esercito. (Sudan Tribune / Reuters)