Sudan

Durante la cerimonia di fine addestramento di 1000 reclute delle Rapid Support Forces (Rsf) meglio conosciute in Sudan come janjaweed, il direttore del servizio di intelligence, Mohamed Atta, ha dichiarato che saranno dispiegati all’estremo nord del paese, al confine con la Libia, per impedire l’infiltrazione di miliziani dello Stato islamico, attivi nel paese confinante.

È la prima volta che questa possibilità, paventata anche da un rapporto del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, viene ufficialmente ammessa.

Atta ha inoltre detto che le Rsf dovranno anche contrastare crimini transfrontalieri e i movimenti delle forze ribelli del Darfur, in particolare l’Slm-Mm, che sembra avere basi sul territorio libico.

Dal 2013 le Rapid Support Forces  sono ufficialmente sotto il comando del Servizio di intelligence e per la sicurezza nazionale, il tristemente famoso Niss, incaricato della repressione di tutte le forme di opposizione, e accusato di usare metodi che violano pesantemente i diritti umani.

Le Rsf sono state specificamente organizzate per combattere le insorgenze nel paese e sono dispiegate in Darfur, in Sud Kordofan e nel Blue Nile, dove sono accusate di atroci crimini. Il controllo dei confini sarebbe una nuova competenza loro attribuita. (Sudan Tribune)