Sudan / Russia

Nella sua prima visita in Russia, il presidente sudanese, Omar Hassan al-Bashir, ha incontrato il suo omonimo russo, Vladimir Putin, il primo ministro, Dmitry Medvedev, e il ministro della Difesa, Sergei Shoigu. La visita, durata due giorni, ha portato al rafforzamento dei legami tra i due paesi nel settore militare ed economico e ha posizionato il Sudan come il maggior alleato della Russia nella strategica area a cavallo tra l’Africa Orientale e il Medio Oriente.

Hanno destato particolare interesse le dichiarazioni di al-Bashir nei confronti degli Stati Uniti, ritenuti responsabili della secessione del Sud Sudan e tacciati di perseguire l’obiettivo di cancellare il paese dalla carta geografica, supportando altre secessioni interne. Un disegno per sventare il quale, il presidente sudanese ha chiesto la protezione di Putin. Le dichiarazioni hanno suscitato scalpore, dal momento che vengono poche settimane dopo un disgelo diplomatico con Washington, dopo la cancellazione delle sanzioni volute dal presidente Clinton, che hanno avuto un forte impatto negativo nello sviluppo economico del Sudan. Sono aperte anche trattative per eleminare il paese dalla lista di quelli che supportano il terrorismo.

Nell’incontro con Mendvedev, al-Bashir ha sottolineato l’interesse del suo paese a stabilire relazioni strategiche in tutti i campi con la Russia. Ha chiesto un particolare aiuto per mettere fine alla missione di pace in Darfur (Unamid), di cui, ha detto, non c’è più bisogno.

Durante la visita sono stati firmati una quarantina tra accordi e memorandum. Al-Bashir ha invitato le compagnie russe ad investire nel suo paese, soprattutto nei settori petrolifero, agricolo e minerario. Ha inoltre chiesto armi russe, in particolare jet e sistemi di difesa anti aerea di ultima generazione, per ammodernare e rafforzare l’esercito. Ha inoltre confermato gli accordi già stipulati per lo sviluppo del settore dell’energia nucleare per scopi pacifici.

Il forte posizionamento del Sudan a fianco della Russia viene dopo le recenti analoghe scelte di campo della Turchia e dell’Iran, vecchio alleato di Khartoum, prima dell’alleanza con l’Arabia Saudita nella guerra in Yemen. Non a caso, probabilmente, la visita di al-Bashir in Russia ha fatto seguito ad un incontro tripartito – Ankara, Mosca, Teheran – sul piano di pace di Putin in Siria. (Sudan Tribune / Radio Dabanga)

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