Sudan / Unione Europea

Il generale Mohamed Hmadan (conosciuto come Hemeti), comandante delle Rapid Support Forces (RSF) ha chiesto di nuovo il riconoscimento dell’Unione Europea per il suo lavoro di controllo dei flussi migratori in transito dal Sudan verso l’Europa, attraverso la Libia. Lo ha fatto durante la cerimonia di giuramento di 2.650 nuovi miliziani avvenuta la scorsa settimana al Collegio della guerra di Khartoum. Le RSF sono la più importante milizia para-governativa sudanese. Hanno le proprie radici in quella dei janjaweed, tristemente famosi per i tremendi abusi perpetrati sui civili durante il conflitto in Darfur.

Le RSF sono state impiegate fin dal 2016 per il controllo dei confini con la Libia e alla fine dell’anno scorso anche di quelli con l’Eritrea, con il mandato di fermare il passaggio dei migranti e delle merci di contrabbando. Nell’esercizio del compito loro assegnato, si sono macchiati di innumerevoli abusi, non solo contro i migranti ma anche contro la popolazione sudanese. L’ultima di innumerevoli denunce viene da un leader comunitario di Kassala, nell’Est Sudan, al confine con l’Eritrea, il quale, lo scorso marzo ha dichiarato a Radio Dabanga che gli attacchi contro la popolazione e gli assassinii della milizia “sono diventati un vero incubo, provocando paura e panico, minacciando la gente con il pretesto del contrabbando di merci”.

Hemeti, in puro stile mafioso, già nel settembre del 2016 si era risentito pubblicamente perché alla sua milizia non era arrivato nessun riconoscimento per il suo impegno nel controllo dei confini per conto dell’Unione Europea, che aveva firmato con il governo sudanese il programma di Khartoum, riconoscendo al paese un ruolo chiave nel controllo dei flussi migratori dai paesi del Corno d’Africa sulla rotta del Mediterraneo centrale. L’Unione Europea, per questo, ha versato in diverse occasioni e da diverse linee di budget, un totale di 330 milioni di euro, per diverse azioni, compreso appunto il controllo dei confini.

L’autorevole organizzazione americana Enough Project nell’aprile dello scorso anno aveva dichiarato che i fondi europei sarebbero andati a sostegno delle RSF, ma Bruxelles lo ha negato. Tuttavia in un rapporto del gruppo parlamentare della sinistra europea sul tema diffuso alla fine dello scorso anno, si legge, tra l’altro: “l’UE supporta direttamente le forze armate di un governo repressivo, legate a milizie, traffico e contrabbando di esseri umani, contribuendo perciò a ad un generale aumento nelle violazioni dei diritti umani e delle leggi internazionali”. (Bloomberg / Radio Dabanga)