Sudan

Secondo testimoni oculari in Sudan, le Rapid Support Forces (RSF), milizia nota per gli abusi contro i civili, avrebbe cominciato una campagna di “educazione forzata” contro “fenomeni devianti” in alcuni quartieri di Khartoum Nord, città compresa nell’area urbana della capitale, Khartoum.

Da martedì scorso miliziani delle RSF batterebbero i quartieri di El Haj Yousef, El Tawidat, El Karton, e El Radmiyat rasando a forza la testa di giovani che portano i capelli tagliati secondo stili non tradizionali, in genere copiati da quelli di famosi calciatori. L’azione farebbe parte della “lotta contro fenomeni negativi”.

Numerose sono le denunce degli attivisti per i diritti umani attraverso i social media, in quanto il taglio forzato dei capelli è inteso come una grave violazione della dignità personale e dei diritti umani fondamentali. In Italia era in uso durante il fascismo, contro gli oppositori, specialmente donne. Durante la seconda guerra mondiale, erano rasati gli ebrei all’ingresso dei campi di concentramento.

Non sarebbe la prima volta, però, che le RSF si dedicano all’umiliazione dei giovani. In agosto sarebbero stati rasati studenti delle scuole superiori della località di Mellit, nel Nord Darfur. Lo scorso anno, in ottobre, hanno rasato una ragazza, appartenente ad una tribù darfuriana araba, quella dell’ex capo dei janjaweed, Musa Hilal, ora detenuto, entrata in rotta di collisione con il regime. (Radio Dabanga)