Sudan / Eritrea / Etiopia

Secondo il sito di Radio Dabanga, di solito molto ben informato,  sabato pomeriggio nelle vicinanze di Kassala, nell’Est Sudan, la polizia sudanese avrebbe liberato 47 tra eritrei ed etiopici che erano nelle mani di una banda di trafficanti di esseri umani. Nell’operazione sarebbero stati arrestati anche sette tra i componenti della banda. Le 47 vittime erano stipate in due camion e sono state liberate dopo un conflitto a fuoco durato almeno tre ore.

L’Est Sudan (stati di Kassala, Gedaref e Red Sea) è il “porto” iniziale dei flussi migratori verso il Mediterraneo da Eritrea, Etiopia e, in misura minore, Somalia. Da decenni lo stato di Kassala ospita estesi campi profughi ai quali si appoggiano i rifugiati in fuga, e, più recentemente,  anche le bande di trafficanti. Spesso le organizzazioni per la difesa dei diritti umani locali ed eritree, e la stessa Unhcr, hanno denunciato sparizioni di persone dai campi, in particolare dal più esteso, el Shegareb, alle porte della cittadina di Kassala. All’inizio si trattava di operazioni della security sudanese ed eritrea allo scopo di riportare oltre confine chi era scappato, ora per il più redditizio fine di per consegnare i rastrellati nelle mani dei trafficanti.

Già l’anno scorso il rapporto The Human Trafficking Cycle: Sinai and Beyond, di ricercatori europei, aveva denunciato il coinvolgimento di militari eritrei e di alti funzionari della polizia, dell’intelligence e dell’esercito sudanesi nel traffico non solo di eritrei ed etiopi, ma anche di darfuriani. Nell’affare, sarebbero implicati anche due gruppi etnici seminomadi che vivono a cavallo del confine, i rashaida e gli hedareb. (Radio Dabanga)