La Corte Penale Internazionale ha deciso di dare corso alle richieste del procuratore generale Luis Moreno Ocampo e di emettere un mandato di arresto per il presidente del Sudan Omar Hassan El Bashir, accusato di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità nella regione occidentale sudanese del Darfur. Le agenzie riportano le indiscrezioni citando fonti diplomatiche delle Nazioni Unite secondo i quali la decisione sarà, però, resa pubblica solo a fine mese. Le stesse agenzie poco dopo danno voce alla smentita ufficiale del Tribunale dell’Aja, secondo il quale ‘nessuna decisione è ancora stata presa’.
La notizia giunge comunque mentre sono in corso a Doha, in Qatar, i colloqui preliminari di pace tra il governo sudanese e i portavoce del principale gruppo armato, il Movimento per la Giustizia e l’Uguaglianza (Jem), incontri che entrambe le parti avevano definito ieri ‘positivi e promettenti’.
Quali scenari può aprire un’eventuale mandato di cattura nei confronti del presidente? Lo abbiamo chiesto a p. Giancarlo Ramanzini, missionario comboniano profondo conoscitore di quel paese.

(A cura di Michela Trevisan)