Detenuto scomodo
L’impegno sul fronte dei diritti umani gli è costato oltre un mese di carcere. Liberato con un decreto che conferma la condanna per malversazione ma estingue la pena.

Mudawi Ibrahim Adam è uscito ieri dalla prigione di Khartoum in cui era detenuto da poco più di un mese. Attivista per i diritti umani e presidente della organizzazioni non governativa Sudu (partner della Campagna Italiana per il Sudan in un progetto di sviluppo di potenzialità organizzative di una comunità locale), Mudawi era stato arrestato il 22 dicembre 2010, a seguito di una revisione della sentenza che, nell’aprile dello scorso anno, lo aveva assolto dall’accusa di malversazione a lui mossa dalla Commissione per gli interventi umanitari (Hac), l’ente che coordina l’attività delle ong.

Nel processo di revisione era stato condannato – dallo stesso giudice che lo aveva prima assolto – ad un anno di detenzione e ad una multa di circa 1.000 euro, nonostante nessun’altra prova fosse stata portata a suo carico. Per questo Amnesty International aveva lanciato una campagna per la sua liberazione, considerando che fosse detenuto solo per le sue attività a difesa dei diritti umani.

La liberazione di Mudawi è avvenuta senza un regolare appello, che pure era stato richiesto dai suoi avvocati, ma con un “decreto” in cui si conferma la sentenza ma si estingue la pena. Alla liberazione, Mudawi ha dichiarato che si appellerà fino all’assoluzione e che è sempre più motivato a lavorare per sostenere il rispetto dei diritti umani in Sudan.