Sudan

«Il numero totale di manifestanti arrestati fino ad ora è 816». Lo ha annunciato ieri il ministro dell’Interno sudanese Ahmed Bilal Osman. La cifra è la prima fornita dal governo dal 17 dicembre, quando sono scoppiate le proteste contro l’aumento del prezzo del pane in alcune città del paese, diffuse in seguito anche nella capitale.

Per arginare il dilagare delle contestazioni, le autorità sudanesi hanno lanciato un giro di vite contro i leader dell’opposizione, attivisti e giornalisti. Domenica, anche diversi membri dell’Università di Khartoum sono stati arrestati.

La maggior parte dei raduni sono stati condotti da professionisti come medici, insegnanti e ingegneri, ma sono stati rapidamente sciolti dalla polizia antisommossa con gas lacrimogeni.

Le autorità affermano che almeno 19 persone, tra cui due agenti di sicurezza, sono state uccise durante gli scontri di piazza, ma Amnesty International sostiene invece che le vittime siano almeno 37.

Osman ha detto che 118 edifici sono stati incendiati o distrutti nelle tre settimane di proteste, dei quali 18 appartenenti alla polizia e diversi altri sedi del Partito del Congresso Nazionale (NCP), al potere. Ci sarebbero stati anche 194 veicoli dati alle fiamme, 15 dei quali appartenenti a organizzazioni internazionali.

Lunedi, folle di manifestanti si sono radunati anche nella città di Port Sudan, sul Mar Rosso, ma sono stati dispersi dalla polizia antisommossa.

Mentre i disordini antigovernativi si susseguivano, ieri si è svolta anche la prima manifestazione a sostegno del presidente Omar Hassan al-Bashir nella città orientale di Kassala.
Le proteste di massa rappresentano una seria sfida per il 75enne ex generale che governa il paese dal 1989.

Il Sudan ha dovuto affrontare una crescente crisi economica nell’ultimo anno, guidata da un’acuta carenza di valuta estera, mentre il costo di generi alimentari e medicinali è più che raddoppiato, il carburante scarseggia e l’inflazione ha raggiunto il 70%. A ottobre il primo ministro Motazz Moussa ha annunciato misure draconiane nel tentativo di risolvere il problema. (Al Jazeera)

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