Sudan

Secondo una comunicazione rilasciata dal Comitato delle famiglie degli arrestati durante le manifestazioni dei mesi scorsi, martedì sera 54 prigionieri politici o di coscienza sono stati scarcerati in Sudan. La loro liberazione fa seguito ad un ordine del presidente Omar Hassan al-Bashir che è stato interpretato dall’opposizione come una concessione alle sue continue pressioni. Il presidente ha affermato invece che si tratta di un atto dovuto alla volontà di riconciliazione e di pace, con lo scopo di riportare l’armonia nel paese. Non ha però specificato quanti prigionieri avrebbero dovuto essere liberati.

La maggior parte delle persone scarcerate martedì erano chiuse nella prigione di Kober, a Kahrtoum Nord, gestita dai servizi di sicurezza (NISS) in condizioni spesso degradanti.

Tuttavia molti detenuti politici, e in particolare quelli provenienti dal Darfur, rimangono ancora in carcere. Tra gli altri, 7 studenti, arrestati per avere tenuto comizi nel mercato di Khartoum Nord, e 61 membri e leader della tribù dei Maaliya, che si trovano a Kober da ormai nove mesi. Detenuti a Kober sono anche Musa Hilal, famoso ex leader dei Janjaweed ed ex consigliere del presidente per gli affari del Darfur, insieme a numerosi componenti del suo gruppo etnico e a sfollati della zona del Jebel Marra, considerati fiancheggiatori dei gruppi di opposizione armata.

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno ripetutamente chiesto il rilascio di tutti i detenuti politici. (Voice of America / Radio Dabanga)