Sudan

Sadiq al-Mahdi, prominente politico sudanese, presidente dell’Umma Party (Nup), il maggior partito di opposizione, è rientrato ieri a Khartoum dopo più di due anni di esilio al Cairo. Ad accoglierlo all’aeroporto, il figlio, Abdel-Rahman al-Madhi, consigliere del presidente Omar al-Bashir, e il ministro Faisal Hassan Ibrahim. Erano presenti anche i leader delle organizzazioni aderenti al Sudan Appel, uno dei cartelli delle formazioni di opposizione cui aderisce anche il Nup, e Ghazi Salah al-Din al-Attabani, leader dell’altro cartello, le Future Forces of Change Alliance, di orientamento islamista. Non hanno potuto essere presenti, invece, i mass media indipendenti.

Sadiq al-Mahdi aveva deciso di non rientrare nel paese nell’agosto del 2014, dopo aver partecipato ad un incontro delle forze di opposizione a Parigi. Per questo era stato accusato di complotto con i movimenti di opposizione armata, cosa per cui avrebbe potuto essere condannato a morte. Lo stesso anno l’anziano leader era stato brevemente arrestato per aver denunciato gli abusi sulla popolazione del Darfur da parte delle Rapid Support Forces (Rsf), le famigerate milizie controllate dagli apparati di sicurezza.

Sadiq al-Mahdi ha dichiarato di essersi fermato all’estero per poter meglio lavorare all’unione delle forze di opposizione al regime di Khartoum. Ha inoltre fatto sapere che vorrebbe dimettersi da presidente del partito, che guida ininterrottamente dal 1964, e che è rientrato nel paese a titolo personale. Ha infine annunciato un congresso dell’Umma Party, preceduto da un seminario in cui si discuterà la rifondazione del partito e la sua successione. (Sudan Tribune)