Sudan / Sud Sudan

I governi di Sudan e Sud Sudan hanno firmato una serie di accordi nel settore della sicurezza, tra cui l’immediato ridispiegamento delle forze militari congiunte lungo la zona di confine e un piano per impedire il sostegno ai gruppi ribelli del Sudan.

Gli accordi, come riferisce il quotidiano Sudan Tribune, sono stati siglati ieri a Khartoum nel corso di una riunione del comitato misto politico e di sicurezza (Jpsc), co-presieduto dai ministri della Difesa dei rispettivi paesi, e hanno l’obiettivo di attuare gli accordi di cooperazione firmati nel settembre 2012. Lo scorso 14 ottobre il ministro della Difesa sud sudanese Kuol Manyang Juuk e il suo omologo sudanese Mohamed Ahmed Ibn Ouf avevano firmato un accordo per rendere operativa la zona cuscinetto tra i due paesi, tuttavia le riunioni successive per decidere l’attuazione dell’accordo sono state più volte rinviate a causa della situazione d’insicurezza in Sud Sudan.

In una dichiarazione rilasciata alla stampa al termine dell’incontro, il ministro degli Esteri sudanese Ibrahim Ghandour ha detto che le due parti hanno accettato di rispettare tutti gli accordi conclusi sulla zona cuscinetto e sul sostegno ai gruppi ribelli. Dopo la firma dell’accordo di cooperazione, nel settembre 2012, i due governi avevano già attuato la missione di sorveglianza congiunta della frontiera ma il 22 novembre 2013 Juba aveva fermato l’operazione, temendo che la delimitazione della zona centrale, che attraversa le aree contese fra i due paesi, potesse essere considerata definitiva. Nel corso della riunione è stato inoltre concordato che il Jpsc si riunirà a Juba entro le prossime due settimane per determinare le date e le modalità per la riapertura della frontiera in dieci valichi concordate.

Per l’effettiva attuazione dell’accordo non si esclude l’invio di squadre tecniche dell’Unione africana. Lo scorso 11 maggio il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva esortato entrambe le parti a disegnare le coordinate della zona smilitarizzata di confine fra i due paesi e a raggiungere un accordo per l’istituzione di una zona libera da armi per un raggio di 14 miglia (pari a circa 22,5 chilometri). Il governo di Khartoum accusa da anni Giuba di ospitare i ribelli del Darfur nelle aree di confine, per questo nel marzo scorso ha disposto nuovamente la chiusura del confine con il Sud Sudan. I confini fra Sudan e Sud Sudan erano stati riaperti lo scorso gennaio dopo anni di reciproci scambi di accuse, iniziate sin dall’indipendenza proclamata dal Sud Sudan nel luglio del 2011. Il governo di Juba ha sempre negato di sostenere gruppi armati nel Darfur, nel Nilo Azzurro e nel Sud Kordofan. (Agenzia Nova)