Una campagna elettorale tesa
Dopo numerosi capi di stato, il “lancio della scarpa” colpisce anche il presidente sudanese Omar Hassan El Bashir. Si tratta solo della meno grave di una serie di vicende che indicano il clima di estrema tensione che il paese sta vivendo in questi mesi di campagna elettorale. L’intervista al nostro inviato

Khartoum, ore 10 del mattino. Il presidente sudanese Omar Hassan El Bashir si prepara a parlare in occasione di un evento pubblico. Un uomo, di nome Adel Mohamed Fath Al-Rahman Mahjoub, si alza dalla seconda fila e lancia con forza una scarpa verso il podio, mancando l’obiettivo. È accaduto lunedì a Bashir, ennesima “vittima” del “lancio della scarpa” inaugurato nel 2008 da un giornalista iracheno contro l’ex presidente statunitense George W. Bush, durante un suo discorso a Baghdad. La vicenda in sé non avrebbe alcun significato particolare, se non fosse che è stata seguita da una serie di smentite, tanto sollecite, quanto maldestre, ed è accaduta in Sudan, in piena campagna elettorale, in vista delle delicate elezioni del prossimo aprile, le prime dopo 22 anni di guerra tra Nord e Sud.

«Il governo di Khartoum sta utilizzando i suoi servizi di sicurezza per reprimere e intimidire chi si schiera contro il National Congress Party, il partito del presidente Omar el-Bashir» denuncia l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch, chiedendo alle autorità sudanesi di fermare gli «arresti arbitrari» e alla comunità internazionale di dispiegare al più presto osservatori, per garantire elezioni «libere» e «credibili». Una situazione incadescente, accentuata da una corsa al riarmo sia di Khartoum che del governo sudista di Juba.

Più ottimista mons. Leo Boccardi, Nunzio Apostolico in Sudan, che dice: «Il 2010 e il 2011 sono anni decisivi per la storia del Sudan. Sono convinto che vi siano concrete speranze di pace perché negli ultimi mesi si sono prodotti sviluppi positivi sia nel Sud Sudan sia nel Darfur». Pur ammettendo le difficoltà da superare, come le condizioni di insicurezza in diverse aree del Paese, la corruzione, i conflitti tribali, mons. Boccardi confida in una pacificazione del paese, se gli accordi, siglati tra Nord e Sud nel 2005, saranno applicati nella loro interezza.
L’intesa prevede le elezioni generali di aprile e un referendum, nel 2011, sull’indipendenza del Sud Sudan. Un’indipendenza che potrebbe tuttavia riaprire le rivendicazioni di autonomia delle diverse regioni del Sudan, ma che potrebbe, soprattutto, riaccendere un conflitto mai sopito tra Nord e Sud.

Intanto, una figura storica della vita politica del paese, Sadiq al-Mahdi, ha annunciato la propria candidatura alle elezioni di aprile. Al Mahdi, primo ministro rovesciato nel 1989 con un colpo di stato, dall’attuale presidente Omar Hassan al-Bashir, sarà il candidato del partito di opposizione “Umma”. Una decisione giunta dopo una consultazione tra i dirigenti di “Umma” e del “Partito Democratico Unionista”, la più importante forza di opposizione del Sudan settentrionale. Al-Mahdi fu capo del governo una prima volta tra il 1966 e il 1967 e, una seconda, tra il 1986 e il 1989.

(L’intervista a Gianni Ballarini, redattore di Nigrizia, da Khartoum, è stata estratta dal programma radiofonico Focus, di Michela Trevisan)