Sudan / Rifugiati

L’agenzia dell’Onu per i rifugiati ha temporaneamente sospeso il programma di migrazione assistita dal Sudan a causa di accuse di corruzione avanzate da alcuni rifugiati. Il programma non potrà ripartire se non dopo l’inchiesta, in cui dovranno essere accertate le eventuali responsabilità.

Lo ha dichiarato ieri Noriko Yoshida, rappresentante dell’UNHCR a Khartoum. Stanno infatti andando avanti due inchieste distinte dell’organizzazione indipendente Ufficio dell’Ispettore Generale (Inspector General’s Office, IGO) che risponde direttamente al segretario generale dell’UNHCR. Le inchieste, che hanno preso il via in febbraio e marzo, si basano su denunce di rifugiati stessi, che affermano di aver avuto richieste di denaro per accelerare le pratiche di migrazione assistita e per altri servizi relativi al programma. Nella dichiarazione, Noriko Yoshida sottolinea che l’UNHCR non richiede mai soldi per i servizi resi e chiede a tutti coloro che abbiano informazioni su casi di corruzione di contattare l’ufficio dell’IGO.

Nella dichiarazione si dice anche che lo staff dell’UNHCR e dei suoi partner sarebbe tenuto a firmare un codice di comportamento in cui si specifica che le proprie azioni devono essere libere da ogni considerazione relativa a tornaconti personali.

Il programma in questione riguarda rifugiati di fasce deboli o che non hanno possibilità di ritornare volontariamente al proprio paese o di essere integrati nel paese dove hanno ricevuto asilo. I programmi di migrazione assistita sono generalmente concordati con stati europei, l’Australia, il Canada o gli Stati Uniti. (Radio Dabanga)

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