In piazza a Roma e in altre dieci città italiane il 18 giugno per chiedere alle Forze armate arabe libiche, autorità de facto della Libia orientale e meridionale, di scarcerare le dieci persone appartenenti al Convoglio di terra della Global Sumud Flotilla, detenute arbitrariamente dal 24 maggio.
La mobilitazione, organizzata da Amnesty International Italia, insieme alla Flotilla e ad altre organizzazioni (tra cui AOI, ARCS, CGIL, CISS, COSPE, Emergency, Rete Italiana Pace e Disarmo e Greenpeace), è anche un appello al nostro governo – due delle persone sequestrate in Libia, Leonarda Alberizia e Domenico Centrone, sono cittadini italiani – e a quelli degli altri attivisti detenuti – Spagna, Portogallo, Polonia, Stati Uniti, Argentina e Uruguay – affinché intervengano presso le autorità libiche.
Autorità che, peraltro, non sembrano avere al momento alcuna intenzione di rilasciare i 10, arrestati al valico di Sirte mentre tentavano di negoziare il transito verso l’Egitto del convoglio umanitario partito dalla Mauritania e diretto alla Striscia di Gaza per portare aiuti alla popolazione palestinese ancora duramente colpita dall’occupazione militare genocidaria di Israele.
Dopo 16 giorni di detenzione senza accuse formali, il 9 giugno il procuratore di Bengasi aveva disposto ulteriori indagini, prorogando la loro permanenza in carcere per altri trenta giorni.
Solo ieri è arrivata la notizia, diffusa da Agenzia Nova, che riporta fonti libiche, secondo cui le accuse nei confronti dei dieci attivisti sarebbero ben quattro: ingresso non autorizzato nel territorio, raduno non autorizzato, svolgimento di attività politiche con un visto turistico e infine il tentativo arrivare in Egitto oltrepassando il confine. Confine che, secondo Bengasi, non potrebbe essere attraversato da cittadini di paesi terzi.
L’avvocata del team legale della Flotilla ha parlato di “una detenzione arbitraria e segreta, tecnicamente vicina alla sparizione forzata” in una struttura gestita dall’Agenzia per la sicurezza interna libica, gruppo armato il cui coinvolgimento in detenzioni arbitrarie, torture e sparizioni è ampiamente documentato.
Dalle poche notizie riportate dal console italiano Francesco Colombo, che ha potuto vedere i due italiani, il trattamento loro riservato sarebbe comunque di gran lunga migliore di quello destinato ai migranti subsahariani nei centri di detenzione gestiti dalle milizie.
Milizie con cui il governo italiano ha stretto accordi di esternalizzazione delle frontiere e per il blocco dei flussi di persone migranti attraverso il Mediterraneo centrale.
Organizzazioni politico-militari con le quali ora il governo italiano è costretto alla trattativa. Lo ha fatto sapere nei giorni scorsi in ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando di un negoziato in corso con le autorità della Libia orientale.
La mobilitazione a Roma per la liberazione degli attivisti si svolgerà in piazza dei Cinquecento il 18 giugno alle ore 18.30.
Di seguito il calendario completo delle iniziative:
Milano, 18 giugno, ore 18.30, Piazza Duomo
Bologna, 18 giugno ore 18.30 Piazza Nettuno
Forlì, 18 giugno, ore 18.15, Piazza Ordelaffi
Bari, 18 giugno, ore 18:30, Piazza Libertà
Lecce, 18 giugno, ore 18:30, Piazza S. Oronzo
Molfetta, 18 giugno, ore 18:30, Corso Umberto I (altezza Sacro Cuore)
Bisceglie, 18 giugno, ore 19, Via Nazario Sauro
Caserta, 19 giugno, ore 18:15, luogo da definire
Palermo, 22 giugno, ore 21, P.za Giuseppe Verdi, 8 (davanti al cinema)
Lucca, 19 giugno, ore 17:30, P.le Verdi (corteo 100 porti 100 città)