Approvata una nuova legge
Berna ha varato una legge che faciliterà la restituzione dei fondi acquisiti illecitamente dai politici corrotti. Invertito l’onere della prova, che spetta ora a chi si serve delle banche svizzere o ai suoi eredi.

Le ingenti somme sottratte illegalmente dagli ex-dittatori e depositate nelle banche svizzere devono essere restituite alle rispettive popolazioni. Lo stabilisce la Camera alta svizzera (Consiglio degli Stati) che, il 17 giugno scorso, ha approvato, a maggioranza, la legge “sulla restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte”, battezzata anche “Lex-Duvalier”, in riferimento all’ex dittatore di Haiti che, nelle banche Svizzera, avrebbe accumulato non meno di 5 milioni di euro.

 

Con questa legge, «la Svizzera ha voluto colmare un vuoto giuridico», dice Rocco Bianchi, giornalista politico del Corriere del Ticino: la Lex-Duvalier rovescia, infatti, l’onere della prova, attribuendo, all’ex-dittatore (o ai suoi eredi), il dovere di provare la provenienza non illecita del denaro precedentemente depositato in una banca svizzera. Si introduce, quindi, la presunzione dell’illecita provenienza di tali depositi o beni, favorendo così la procedura giudiziaria di restituzione.

 

Prima della Lex-Duvalier, l’onere di provare l’eventuale illegalità dei depositi incombeva sugli stati defraudati, che incontravano non poche difficoltà nel raccogliere mezzi di prova. Infatti, nei casi in cui si è assistito alla richiesta di restituzione degli averi illegalmente acquisiti, si è dovuta chiedere la collaborazione elvetica. È il caso della Nigeria, che ha recuperato i fondi svizzeri (500 milioni di euro) dell’ex dittatore Sani Abacha, grazie soprattutto all’assistenza giuridica della Confederazione che, oltre al blocco dei fondi, operato per un periodo limitato, ha aiutato Abuja a reperire le prove.

 

L’assistenza di Berna non garantiva, però, l’esito del processo. Il 2 febbraio scorso, il Tribunale Federale svizzero ha stabilito che, in ragione della prescrizione del presunto reato di appropriazione indebita del denaro pubblico, era impossibile restituire alla popolazione haitiana, nel quadro della cooperazione giuridica tra Svizzera e Haiti, gli averi dell’ex-dittatore Duvalier. Ed è proprio per impedire che tali fondi siano restituiti alla famiglia Duvalier – come era successo per i fondi di Mobutu Sese Seko ex-dittatore della Repubblica Democratica del Congo, – che il governo svizzero ha colto l’occasione per fare approvare urgentemente la riforma.

 

La “Lex-Duvalier” non prevede il risarcimento a persone singole, privilegiando che i soldi restituiti vadano a beneficio della popolazione del paese “derubato”. Infatti, è previsto che in caso di restituzione, i fondi siano utilizzati nei progetti di aiuto allo sviluppo in favore dello stato di provenienza.

 

Il recupero di questi fondi è di estrema importanza, soprattutto nel quadro della promozione del buon governo nei paesi poveri che, secondo la Banca Mondiale, perdono ogni anno tra i 20 e i 40 miliardi di dollari, sottratti in modo illecito da dirigenti corrotti, che usano banche straniere per depositare il loro bottino. La Svizzera ha fatto il suo passo, ma molto rimane ancora da fare, visto che i dittatori hanno ancora molti paradisi fiscali dove versare il denaro pubblico rubato.