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Armi e Disarmo
08 Giugno 2026
Arsenali nucleari: il mondo torna ad armarsi
Tutti gli stati "atomici" hanno ampliato le proprie dotazioni nel 2025 e per la prima volta in trent'anni la proliferazione potrebbe tornare a crescere. Russia e Stati Uniti controllano ancora l'83% della "potenza" nucleare mondiale, ma è la Cina il paese che corre più veloce. Alle Nazioni Unite, il principale strumento diplomatico di controllo ha fallito per la terza volta consecutivaRapporto SIPRI 2026: 12.187 le testate nucleari
Economia
09 Gennaio 2026
La “Dottrina Donroe” e il sogno della nuova Gran Colombia
Con il sequestro di Maduro Trump ha “sistemato” tre dei quattro paesi del progetto di nuova integrazione subregionale sotto l’egida statunitense. Ora manca solo Bogotá, che va a elezioni quest’anno...L’attacco al Venezuela e le pretese coloniali degli USA sull’America Latina
Algeria
26 Agosto 2025
Sahara Occidentale. Guterres lancia l’allarme: “Situazione sempre più insostenibile”
Il Segretario generale dell’ONU evidenzia le crescenti difficoltà umanitarie nei campi profughi, gli scontri militari continuati dopo la fine del cessate il fuoco del 2020 e le gravi limitazioni all'accesso per osservatori internazionali nei territori controllati dal Regno. A fine ottobre la decisione se smantellare la missione MINURSORapporto delle Nazioni Unite
Armi e Disarmo
13 Giugno 2025
Corsa agli armamenti nucleari: spesi oltre 100 miliardi di dollari nel 2024
Le nove nazioni, che globalmente posseggono oltre 12mila testate nucleari, hanno destinato 3.169 dollari al secondo per alimentare i loro arsenali. Gli Stati Uniti da soli spendono più di tutti gli altri paesi messi insieme. L'industria privata (compresa Leonardo) incassa miliardi. In Italia sono presenti 35 testate nucleari americane con costi reali nascosti ai cittadiniIl nuovo rapporto dell'International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN)
Conflitti e Terrorismo
17 Giugno 2024
Accuse reciproche tra Rwanda e UNHCR sulla pelle dei migranti
L’agenzia ONU si appella ai tribunali britannici per stoppare i voli con a bordo i richiedenti asilo diretti a Kigali. Che a sua volta replica: come facciamo a essere un paese pericoloso se la stessa UNHCR ci porta i migranti dalla Libia? Nel frattempo si è scoperto che i tunisini pagano i libici per tenersi migliaia di migranti. E l’Europa pagaLe persone in fuga trattate come pacchi postali