Ecowas sospende il Niger
Una vittoria scontata. I risultati parziali delle elezioni presidenziali del 20 ottobre, consegnano la maggioranza dei seggi parlamentari all partito del presidente nigerino Tandja. La Comunità Economica dell’Africa Occidentale ha deciso di sospendere il Niger, giudicando illegittime le elezioni.

Il partito del presidente nigerino Mamadou Tandja, il Movimento Nazionale per una Società Sviluppata, ha annunciato oggi la propria vittoria, alle elezioni legislative dello scorso 20 ottobre. Secondo il portavoce del movimento, la formazione di governo avrebbe ottenuto più della metà dei 113 seggi in parlamento. Un risultato ampiamente previsto dagli osservatori, dopo il boicottaggio annunciato dai partiti di opposizione.

Con 21 sezioni elettorali scrutinate su 25, il partito del presidente è dunque finora il più votato.
I primi dati, diffusi ieri pomeriggio da Niamey, evidenziano un’affluenza alle urne che si aggira tra il 40 e il 50%. Dato che sembra smentire le testimonianze rese dagli elettori.

Durissima la condanna della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Ecowas). Lo scorso 21 ottobre, il portavoce del presidente nigeriano Umaru Yar’Adua, presidente di turno dell’organizzazione, ha dichiarato: «Le elezioni che si sono tenute in Niger, sono un chiaro tentativo delle autorità per radicare l’illegalità costituzionale che attualmente prevale nel paese», comunicando la sospensione del Niger, dall’organizzazione e giudicando illegittime le elezioni legislative.

La tensione politica nel paese nasce dalla decisione, assunta dal presidente Tandja, di indire un sciolto il parlamento in maggio, Tandja ha azzerato la Corte Costituzionale, e governato il paese attraverso decreti. In più occasioni l’opposizione ha parlato di un «colpo di stato» definendo le elezioni «una farsa elettorale per dare un volto democratico al potere». Mentre la Casa Bianca ha invocato più volte sanzioni più pesanti.

Sullo sfondo la questione ancora tutta aperta della ribellione tuareg nel nord. La rivolta del Movimento dei Nigerini per la Giustizia è ripresa nel 2007, coinvolgendo anche paesi limitrofi, come il Mali. Lo scontro nasce dallo sfruttamento del sottosuolo, ricco di uranio, nelle regioni settentrionali. Sfruttamento che avrebbe provocato gravi danni alle popolazioni locali.

Dal 1972 la Francia è la principale destinataria delle esportazioni di uranio nigerine, comprate da colossi come Areva, a prezzi inferiori a quelli di mercato.
Proprio per questo, secondo gli analisti, le minacce da parte dei paesi donatori e dei blocchi regionali, sono del tutto inefficaci, dato che il Niger si è già assicurato investimenti dal gruppo Areva per svariati miliardi di dollari, oltre a fare affari con importanti imprese petrolifere cinesi.