Il caso Tskj
Se la “cava” con un accordo da 338 milioni di dollari il colosso francese Technip, accusato dalle autorità statunitensi di aver corrotto politici nigeriani con l’obiettivo di “oliare” la concessione di un appalto del valore di 6 miliardi di dollari. Si tratta del caso di corruzione internazionale più importante mai aperto negli Stati Uniti. La prossima potrebbe essere l’italiana Eni.

Il gruppo francese di servizi petroliferi Technip ha accettato di pagare una multa cumulativa pari a 338 milioni di dollari per chiudere una causa penale in corso negli Stati Uniti, legata ad una vicenda di corruzione in Nigeria.

decine di miliardi di dollari.

Dopo anni di indagini, gli investigatori americani hanno scoperto che la Tskj ha dato vita a tre società, con sede a Madeira, in Portogallo, nate con lo scopo di ingaggiare due società di consulenza, la Tri-Star Investment Ltd e la Marubeni Inc., con l’obiettivo di pagare le tangenti ai politici nigeriani.

L’americana Kbr Inc., sussidiaria del colosso Halliburton, ha già pagato, insieme alla sua “holding madre”, 402 milioni di dollari di patteggiamento per evitare il processo. A questi si sono aggiunti altri 177 milioni di dollari, da pagare alla Securities and Exchange Commission (Sec), come multa.

La prossima a pagare potrebbe essere ora l’italiana Eni, anch’essa sotto inchiesta da parte delle autorità statunitensi. La società, infatti, avrebbe già stanziato un budget di 307 milioni di dollari per chiudere il contenzioso con le autorità americane, ma è anche al centro di un’inchiesta parallela aperta dalla Procura di Milano.

Il caso Tskj è il più importante processo intentato negli Stati Uniti, per violazione del Foreign Corrupt Practices Act, la legge che punisce la corruzione di funzionari pubblici o politici stranieri. In attesa dei successivi accordi il Dipartimento di Giustizia statunitense ha raccolto, ad oggi, solo per questo caso, ben 917 milioni di dollari. La somma più importante mai ricavata. Il governo nigeriano non ne vedrà un centesimo.