Tanzania / Terrorismo

La polizia della Tanzania ha arrestato 104 persone, sospettate di essere militanti di gruppi jihadisti che intendevano organizzare campi per la radicalizzazione in Mozambico.

In una conferenza stampa tenutasi venerdì scorso, il capo della polizia Simon Sirro ha detto che gli arresti sono frutto di un’operazione condotta nelle regioni dell’est e del sud del paese nei mesi scorsi. Ha anche ammesso che diversi sospetti militanti sono rimasti uccisi e altri avevano tentato la fuga oltreconfine, tentando di raggiungere campi islamisti in Mozambico.

Nel 2017 sono stati una quarantina gli attacchi terroristici nella provincia settentrionale mozambicana di Capo Delgado, confinante con la Tanzania meridionale. Nelle settimane scorse le autorità mozambicane avevano arrestato 189 persone, tra cui diversi stranieri, con l’accusa di fare parte dell’organizzazione, chiamata al-Sunnah. Negli attentati un centinaio di civili sono stati uccisi, spesso giustiziati per decapitazione. Gli atti di terrorismo si concentrano nella zona dove diverse compagnie petrolifere stanno sviluppando uno dei più importanti impianti per l’estrazione del gas naturale. La multinazionale americana Anadarko Petroleum ha in programma nella zona un impianto di liquefazione del gas del valore di 14/15 miliardi di dollari.

In Mozambico il 18% della popolazione è musulmana. Fino a poco tempo fa non non c’erano mai stati episodi di intolleranza, tanto che le autorità del paese per un certo periodo non hanno creduto che gli attacchi potessero avere una matrice islamista. (Thomson Reuters Foundation)