Tanzania / Ambiente

Hashim Mngandila, capo del distretto che comprende il cratere di Ngorongoro, parco nazionale di fama mondiale dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità, ha confermato che la compagnia petrolifera tanzaniana, Tanzania Petroleum Development Corporation (Tpdc), ha cominciato ricerche nella zona.

Secondo gli esperti della Tpdc, nell’area ci sarebbero evidenti segni della presenza di petrolio mentre la significativa attività geotermale potrebbe essere sfruttata per produrre energia non solo per il distretto, ma anche per quelli vicini.

Numerose sono le accuse al governo tanzaniano di mettere a rischio il proprio patrimonio naturalistico. Nella zona del Serengheiti, altro parco di fama internazionale, è in programma una superstrada che non potrà che spalancare la porta a operazioni speculative, comprese quelle di land grabbing che hanno già provocato l’espulsione di numerose comunità masaai.  Inoltre la Tanzania è in cima alla lista dei paesi che esportano, clandestinamente, avorio, tanto che gli elefanti sono drasticamente diminuiti negli ultimi anni.

La politica del governo tanzaniano nel settore rischia di distruggere non solo aree paesaggistiche incomparabili e mettere a rischio l’esistenza di molte specie di mammiferi, ma anche di disincentivare il turismo, uno dei settori portanti dell’economia del paese. (The Citizen)

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