Tanzania

Il governo della Tanzania ha bloccato il progetto della costruzione di una superstrada di 55 chilometri attraverso il Serengeti, uno dei parchi naturali più famosi del mondo. Un rilevamento dell’impatto ambientale del progetto, affidato dal governo tanzaniano ad un gruppo di esperti di un’università americana, aveva previsto che avrebbe bloccato le rotte migratorie di un milione di animali selvatici che si spostano stagionalmente dal Serengeti al parco del Masai Mara, in Kenya, costituendo una delle maggiori attrazioni turistiche della regione. Aveva anche previsto che gli animali non avrebbero più avuto accesso a sufficiente acqua, e dunque il loro numero si sarebbe ridotto dell’85%.

La strada, programmata nel 2010 dall’ex presidente Jakaya Kikwete, era stata bloccata dalla denuncia legale di attivisti ambientalisti. Il progetto era stato rispolverato un paio di settimane fa, quando il presidente tanzaniano John Pombe Magufuli, in visita in Kenya, aveva ufficialmente inaugurato il Southern Bypass di Nairobi, un’altra superstrada che ha suscitato vive proteste tra gli ambientalisti perché parzialmente costruita nel parco nazionale della capitale keniana, del quale sono stati distrutti almeno 150 acri.

Ma la settimana scorsa il capo del dipartimento ingegneristico dell’agenzia nazionale tanzaniana per le strade, Patrick Mfugale, ha dichiarato che: “la gara pubblica per costruire una superstrada asfaltata attraverso il Serengeti è stata un errore, e la sezione attraverso il parco non sarà asfaltata” mettendo, per ora almeno, la parola fine al contenzioso.

I 55 chilometri di strada attraverso il parco fanno parte di un progetto più vasto che prevede la costruzione di 385 chilometri di una superstrada che faciliterà gli spostamenti nel paese. I 55 chilometri che attraversano il parco però, saranno solo resi agibili anche durante la stagione delle piogge, senza essere asfaltati. Ma anche altre attività umane, come l’estrazione petrolifera, minacciano il Serengeti. (The Star)