Tanzania / Relazioni UE / Diritti Umani

Avrebbe lasciato il paese sabato sera, su un volo KLM, Roeland van de Geer, ambasciatore dell’Unione Europea in Tanzania e rappresentante UE presso l’Unione dei paesi dell’Est Africa. La formula del richiamo viene usata generalmente quando un diplomatico non è più gradito nel paese di destinazione.

Lo ha fatto intendere domenica il ministro degli esteri tanzaniano, Augustine Mahiga, dichiarando che la partenza di Roeland van de Geer era stata discussa e concordata con l’Unione Europea. La dichiarazione è stata rilasciata durante un incontro con i rappresentanti di organizzazioni internazionali che operano nel paese.

Ufficialmente il diplomatico europeo è stato richiamato a Bruxelles per consultazioni a livello politico sulla situazione attuale nel paese. Voci nella comunità diplomatica di Dar el Salam dicono che le relazioni tra il diplomatico europeo e le autorità tanzaniane si erano fatte molto tese sulla questione del rispetto dei diritti umani.

Ultimo episodio quello delle disposizioni contro le persone omosessuali. Altra viva discussione aveva suscitato l’espulsione dalla scuola delle madri minorenni. Gli attivisti per il rispetto dei diritti umani tanzaniani hanno più volte dichiarato che il presidente John Magufuli, eletto nel 2015, ha drasticamente limitato il diritto al dissenso, alla libertà di espressione e di stampa. Anche la chiesa cattolica tanzaniana lo scorso febbraio aveva chiesto al governo di rispettare i diritti democratici.

Un anno fa Lazaro Nyalandu, membro del parlamento per 17 anni ed ex ministro eletto nelle fila del partito di maggioranza, il Chama Cha Mapinduzi (CCM) di Magufuli, si è dimesso dall’esecutivo del partito e da tutte le cariche pubbliche, dichiarando di essere “profondamente preoccupato” per le violazioni dei diritti umani, la deriva autoritaria e il modello di sviluppo economico sostenuto dal governo.

Roeland van de Geer è il secondo diplomatico a lasciare il paese per dissensi con il governo. Nell’aprile del 2017 era stata espulsa Awa Dabo, a capo dell’UNDP in Tanzania. (The Citizen)