Tanzania / Bracconaggio

La scorsa settimana in due diversi processi, dieci persone sono state condannate a durissime pene perché trovate in possesso di avorio.
Nel primo processo gli accusati erano nove, tra cui due poliziotti. Questi ultimi sono stati condannati a 35 anni di carcere, gli altri imputati a 25, per essere stati trovati con 70 zanne di elefante. In un altro processo nel nord del paese l’imputato aveva 8 zanne ed è stato condannato a 20 anni di carcere. Pene tanto severe vogliono essere di monito per chi traffica nel settore, che è una vera e propria piaga per il paese e per l’intero continente.

La Tanzania è uno dei paesi africani più devastati dal bracconaggio. Si calcola che nell’ultimo decennio il patrimonio faunistico tanzaniano abbia perso almeno 66.000 elefanti. In agosto, a Dar el Salam, è stato assassinato un noto conservazionista sudafricano, Wayne Lotter, che finanziava con la sua fondazione il National and Transnational Serious Crimes Investigation Unit, NTSCIU, (Unità investigativa per gravi crimini nazionali e transfrontalieri), istituzione governativa incaricata proprio di investigare su crimini legati al bracconaggio e al commercio di avorio e altre parti di animali selvatici. Negli ultimi anni, grazie al suo lavoro, sono stati arrestate almeno 900 persone coinvolte in questi traffici criminali. Il colpo più duro è stato inflitto alla cosiddetta “regina dell’avorio”, la cinese Yang Feng Glan, considerata tra i maggiori trafficanti di zanne di elefante dell’africa orientale, arrestata nell’ottobre 2015. (The Indipendent)

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