Tanzania / Zanzibar

Con oltre 200 mila voti raccolti, il presidente uscente del territorio semi-autonomo di Zanzibar, Ali Mohamed Shein, del partito Ccm, si è riconfermato al potere nell’arcipelago tanzaniano. I risultati sono stati diffusi dalla commissione elettorale (Zec).

Il voto, tenuto nella giornata di ieri, è stato boicottato dall’opposizione, che riteneva di aver vinto le elezioni dello scorso ottobre poi annullate dalla stessa commissione per sospette irregolarità.

Le elezioni tenute lo scorso ottobre, in concomitanza con quelle nazionali, erano state annullate a causa di sospetti brogli durante lo spoglio delle schede. In quel frangente il Fronte civico unito (Cuf), principale partito d’opposizione, si era proclamato vincitore delle elezioni prima dell’annullamento del voto, dichiarazione contestata dal partito al potere nel paese, Chama Cha Mapinduzi (Ccm).

Due mesi fa il leader del Cuf, Seif Sharif Hamad, aveva affermato che un nuovo voto avrebbe portato “al caos” e aveva invitato alle dimissioni il presidente della commissione elettorale, il quale aveva deciso di annullare le elezioni di ottobre.

Sharif Hamad, che ha seguito il voto da  Dar es Salaam, nel continente, ha perso quattro volte le elezioni dal 1995 ad oggi, ma sempre con margini ristretti. Ad incidere su questo risuultato è stato sicuramente il boicottaggio delle opposizioni. Ora esiste il timore che il voto non venga riconosciuto e possano riesplodere tensioni come nel 2001 quando nelle violenze morirono 35 persone. (Reuters)

La Tanzania è uno dei paesi politicamente più stabili d’Africa, ma Zanzibar è stato sempre un focolaio di instabilità a causa delle sue mire secessioniste. Le elezioni sulle isole sono sempre molto combattute, tese e spesso contestate.