Tanzania

«Ordine, calma e tranquillità», è stato descritto così dagli osservatori dell’Unione europea (Ue)  il voto di ieri in Tanzania, dove quasi 23 milioni di persone hanno partecipato alle elezioni generali. Il capo della commissione Ue in Tanzania, Judith Sergentini, ha parlato ai media ieri sera dopo la chiusura dei seggi, affermando che nei 400 visitati dagli osservatori tutto si è svolto in maniera tranquilla ed «è stata una cosa positiva da vedere». La Sergentini ha anche aggiunto che per ora non è possibile fare commenti sulla credibilità e la trasparenza del voto, per quello bisognerà aspettare i risultati e confrontarli con le rilevazioni effettuate.

Prima del voto si temevano disordini a causa del clima pre-elettorale molto acceso, causato da quelle che vengono considerate le elezioni più combattute nella storia del paese. Un testa a testa inedito che coinvolge due principali schieramenti politici: il Chama Cha Mapinduzi (Ccm) – al potere sin dall’indipendenza – con il suo candidato John Magufuli e la coalizione di 4 partiti denominata Ukawa che ha presentato Edward Lowassa, ex primo ministro con il Ccm, passato poi all’opposizione.

L’opposizione tanzaniana, molto forte fra i giovani e nelle città, è certa di avere i numeri per vincere. Nelle scorse settimane aveva accusato il partito di governo di voler manipolare il voto per restare al potere, fomentando nuove polemiche e tensioni.

Ora si attendono i risultati – verranno pubblicati entro 24 ore quelli delle parlamentari e in 72 quelli presidenziali – e le reazioni che ne conseguiranno.  

Anche nell’arcipelago semiautonomo di Zanzibar le elezioni si sono svolte sostanzialmente in modo pacifico, nonostante rimostranze del candidato dell’opposizione con il partito Civic United Front (Cuf), Seif Sharif Hamad, che ieri in serata ha denunciato irregolarità in alcuni seggi.  (The Guardian / The Daily News)