Tanzania: escluso il candidato alla presidenza del ACT-Wazalendo
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Il secondo partito di opposizione annuncia un ricorso all'Alta Corte contro la decisione della Commissione elettorale
Tanzania: escluso il candidato alla presidenza del ACT-Wazalendo
Aperta la campagna elettorale per le elezioni generali di fine ottobre. Esclusi i principali movimenti di opposizione, per le presidenziali resta in corsa la candidata del partito al potere, la presidente Samia Suluh Hassan, e qualche partito minore, mente nel CCM crescono contestazioni interne e defezioni
28 Agosto 2025
Articolo di Michela Trevisan
Tempo di lettura 4 minuti

In Tanzania si sono chiuse ieri le candidature per le elezioni generali del 29 ottobre e oggi si è aperta la campagna elettorale.

Una campagna che rischia di essere praticamente monocolore, visto che il principale partito di opposizione, CHADEMA – il cui storico leader, Tundu Lissu, è sotto processo accusato di tradimento -, è stato escluso ad aprile per non aver firmato il codice di condotta elettorale, nell’ambito della sua campagna “No riforme, no elezioni” contro la mancata approvazione, da parte del governo, di sostanziali modifiche alla legge elettorale.

L’Ufficio del registro dei partiti politici della Commissione elettorale nazionale indipendente (INEC) ha inoltre rigettato la candidatura alla presidenza di Luhaga Mpina, esponente del secondo partito di opposizione, l’Alleanza per il cambiamento e la trasparenza (ACT-Wazalendo), approvando invece quelle della presidente Samia Suluhu Hassan e del suo candidato vice, Emmanuel Nchimbi.

Esclusi i due principali partiti di opposizione, in gioco resterebbero dunque solo i candidati del partito-stato al potere dall’indipendenza, il Chama Cha Mapinduzi (CCM), e quelli di partiti minori.

A far discutere sono le modalità con cui l’Ufficio del registro ha deciso di respingere la candidatura di Mpina, accettando invece quella di Samia Suluhu Hassan.

Due pesi, due misure

A entrare nel merito è il media digitale indipendente The Chanzo, che racconta di due lettere arrivate all’Ufficio del registro lo stesso giorno, il 19 agosto, firmate rispettivamente da una esponente di ATC-Wazalendo e da un membro del CCM, che contestavano la procedura utilizzata dai rispettivi partiti per selezionare i loro candidati presidenziali.

Nel primo caso, fa notare The Chanzo, l’Ufficio ha constatato una effettiva violazione, escludendo Mpina, mentre nel secondo caso “ha assunto una posizione completamente diversa, rifiutandosi categoricamente di affrontare le argomentazioni sollevate dal membro del CCM nella sua lettera”.

Sulla questione è intervenuto con un post su X il segretario alla pubblicità del Consiglio dei giovani del CHADEMA (BAVICHA), Felius Festo: “Il registro dei partiti politici, nominato dalla candidata del CCM (la presidente Hassan, ndr), sta sempre più lavorando per il CCM, eliminando gli oppositori della candidata da lui scelta”.

“Questa decisione non è solo vergognosa, ma solleva ulteriori dubbi sull’integrità, la serietà, la professionalità e l’indipendenza della commissione elettorale”, ha dichiarato invece il segretario generale di ACT-Wazalendo, Ado Shaibu, annunciando un ricorso urgente all’Alta Corte in cui si chiede il reintegro di Mpina. Il tribunale ha quindi dato al governo cinque giorni di tempo per spiegare perché la decisione della Commissione elettorale non violi la Costituzione, le leggi e i regolamenti elettorali. 

L’INEC sotto accusa

L’imparzialità della Commissione elettorale è stata messa in discussione nei giorni scorsi anche dalle accuse – sollevate da un ex leader di alto livello del CCM, l’ex ambasciatore a Cuba Humphrey Polepole, diventato uno dei principali critici del partito di governo – riguardo potenziali brogli realizzabili attraverso l’integrazione del sistema di registrazione degli elettori con il sistema di identità nazionale (NIDA).

Polepole sostiene che questa integrazione permetta che, anche se una persona non si registra per votare o non si presenta ai seggi, ma ha un numero NIDA riconosciuto dal sistema, venga considerata come registrata per votare e come avente votato.

Dissidi interni al CCM

Sono accuse che chiamano in causa indirettamente il CCM, mettendo in luce anche crescenti dissidi interni e importanti defezioni. Lo stesso Luhaga Mpina, prima di aderire all’ACT-Wazalendo, all’inizio di agosto, è stato parlamentare del partito di governo.

L’ultima contestazione è stata sollevata da alcuni membri e sostenitori del partito in merito alle primarie per i candidati alle elezioni legislative. I tesserati, che hanno minacciato di votare per l’opposizione, sostengono che il CCM abbia squalificato i vincitori nelle varie circoscrizioni, a favore di altri che avevano preso molti meno voti.

Alle critiche il partito ha risposto dichiarando che le primarie sono, per loro stessa natura, solo “opinioni” e che gli organi del partito hanno la piena autorità di effettuare la selezione finale.

Una risposta che la dice lunga sulla concezione di democrazia del partito al potere.

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