Tanzania

Il governo della Tanzania ha rimosso oltre 10 mila lavoratori “fantasma” che percepivano stipendio da dipendenti pubblici, ma che in effetti non lavoravano.

Lo ha annunciato l’ufficio del primo ministro Kassim Majaliwa attraverso un comunicato nel quale si precisa che i pagamenti a impiegati inesistenti costavano allo stato oltre 2 milioni di dollari al mese.

L’esecutivo ha inoltre annunciato che continuerà a cercare di individuare altri casi simili.

La lotta alla corruzione e i tagli alla spesa pubblica sono una delle priorità della nuova amministrazione del presidente John Magufuli, eletto lo scorso ottobre e soprannominato “Bulldozzer”, il quale ha già decretato il licenziamento di diversi alti funzionari dello stato e adottato alcune misure che hanno fatto molto scalpore come l’annullamento celebrazioni ufficiali per il giorno dell’indipendenza.

La revisione dei conti e l’ottimizzazione della spesa pubblica è stata avviata già dallo scorso marzo e il denaro risparmiato dovrebbe essere dirottato verso politiche di sviluppo. La Tanzania spende più di 260 milioni di dollari al mese per pagare gli stipendi dei suoi circa 550.000 lavoratori pubblici.

Il paese dell’Africa orientale è ancora afflitto da un alto livello di corruzione. Si è piazzato al 117mo posto su 167 nella classifica di Transparency International sulla percezione della corruzione.

In ogni caso sono molti i paesi in tutto il continente che sono colpiti dalla truffa dei cosiddetti lavoratori “fantasma”. A febbraio, il governo nigeriano ha rimosso 24.000 lavoratori dal suo libro paga. E nel settembre 2014, il Kenya ha iniziato la registrazione biometrica di tutti i dipendenti pubblici dopo aver scoperto ben 12.000 casi. (Bbc)