Tanzania / Chiesa

In una lettera pastorale pubblicata ieri, la Chiesa cattolica della Tanzania denuncia violazioni dei principi democratici e della libertà di espressione da parte del governo del presidente John Magufuli, accusandolo di mettere in pericolo “l’unità nazionale”.

I vescovi rispondono così alle accuse lanciate negli ultimi mesi dall’opposizione, di tacere di fronte alla “deriva dittatoriale” del presidente Magufuli. “Le attività politiche sono proibite dalla strumentalizzazione della polizia”, scrivono, “le attività dei partiti politici, come ad esempio incontri pubblici, manifestazioni, marce, dibattiti all’interno dei locali, che sono il diritto di ogni cittadino, sono sospese fino alle prossime elezioni”, aggiungono i prelati, denunciando “violazioni della Costituzione e leggi nazionali” e la chiusura o la temporanea sospensione dei media “limitando così il diritto dei cittadini di essere informati, la libertà di opinione e il diritto alla privacy e all’espressione”. Il presidente, soprannominato “bulldozer” ha effettivamente vietato le riunioni del partito di opposizione, ha chiuso i giornali e i giornalisti o chiunque critichi il governo viene picchiato o minacciato di morte.

La conferenza episcopale segnala anche che l’attuale atmosfera politica genera “divisione e odio che potrebbero mettere in pericolo la pace, la sicurezza e la vita dei cittadini”. “Se permettiamo che questo clima continui, non sorprendiamoci di trovarci domani in conflitti più seri che distruggeranno le basi della pace e dell’unità nazionale”, avvertono i vescovi.

La Chiesa cattolica è stata criticata per aver taciuto dopo il tentativo di assassinio nel settembre 2017 del deputato Tundu Lissu, avvocato e capo dell’opposizione in parlamento, attualmente ricoverato in ospedale a Bruxelles dopo mesi di terapia intensiva in Kenya. Il suo partito, Chadema, accusa il governo di essere dietro l’attacco. (Africanews)