Tanzania / Onu

Con un decreto d’espulsione immediata la Tanzania ha allontanato ieri il capo del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) nel paese, la gambiana Awa Dabo. In un comunicato stampa, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Augustine Mahiga, spiega che “Il governo ha preso questa decisione a causa di contenziosi della signora Dabo con alcuni suoi colleghi di lavoro, la cui cattiva gestione avrebbe provocato il deterioramento delle prestazioni dell’agenzia e rallentato i programmi di sviluppo tanzaniani, se un’azione urgente non fosse stata presa”.

“Dopo l’espulsione – si legge ancora nel documento – il ministero invita l’Undp a ricordare al suo personale che la loro priorità è lavorare a stretto contatto con il governo, per aiutarlo a raggiungere gli obiettivi delineati nel Vision Development 2025, il piano di sviluppo quinquennale e gli obiettivi di sviluppo sostenibile, riportati nella Agenda del 2030”. Né Awa Dabo né il suo ufficio hanno commentato la decisione di Dodoma.

Secondo i media locali, dietro l’allontanamento del vertice Undp ci sarebbero invece le critiche della Dabo sulle controverse elezioni nell’isola di Zanzibar lo scorso anno. Secondo quanto riportato dalla Bbc, un funzionario dell’Undp protetto da anonimato, ha fatto notare la fretta con cui la Dabo è stata allontanata dal paese, accompagnata da una scorta di sicurezza, lo stesso giorno in cui il governo ha emesso l’ordinanza di espulsione.

Le elezioni di ottobre 2016 a Zanzibar – annullate per sospetti brogli e rifatte per la seconda volta a marzo – hanno indotto un’agenzia di aiuti governativi statunitensi a ritirare quasi un miliardo di dollari di finanziamenti dalla Tanzania, dopo aver descritto il voto “non inclusivo né rappresentativo”.

Nell’arcipelago semi-autonomo l’opposizione boicottò il voto presidenziale, vinto dal candidato tanzaniano del partito di governo, il Chama cha mapinduzi (Ccm). Il capo dell’opposizione Paskal Haonga ha condannato l’espulsione di Awa Dabo, considerata una mossa che infanga la reputazione della Tanzania negli ambienti diplomatici internazionali. (Bbc)