Tanzania

Cinque donne accusate di essere streghe e assassinate dalla folla la scorsa settimana, sono state tra le circa 80 persone uccise ogni mese quest’anno in Tanzania da vigilanti che si fanno giustizia da soli. Migliaia di anziane donne tanzaniane sono state strangolate, picchiate a morte e bruciate vive negli ultimi due decenni per essere state denunciate come streghe.

A rivelare la vastità di questa realtà è un rapporto pubblicato il 31 luglio dall’organizzazione tanzaniana per i diritti umani Legal and Human Rights Centre, che ha contato 479 morti legate a giustizia sommaria di massa da gennaio a giugno di quest’anno. Tra queste anche donne accusate di stregoneria.

Helen Kijo-Bisimba, direttore esecutivo del centro, ha dichiarato che negli ultimi anni le violazioni dei diritti umani sono aumentate, anche a causa delle restrizioni alle libertà seguite all’ordine del presidente John Magufuli di vietare le attività politiche fino al 2020.

Secondo la relazione, la maggior parte dei linciaggi è avvenuta a Dar es Salaam (117 morti quest’anno) e nella regione di Mbeya (33 vittime) negli altopiani meridionali, dove le credenze superstiziose sono fortemente radicate.

Il rapporto arriva una settimana dopo che la polizia nella regione occidentale di Tabora ha lanciato una caccia ai sospetti assassini di cinque donne del villaggio di Undomo. Le donne, accusate di essere streghe, sono state picchiate a morte e i loro corpi bruciati, ha detto la polizia locale, secondo la quale questo tipo di omicidi sono in aumento nella regione. (Africa News)