Tanzania

Una nuova strategia integrata, per combattere la malnutrizione cronica simultaneamente alla forma acuta severa e dimostrare che si possono raggiungere risultati migliori con costi minori. È quanto proposto dall’associazione Medici con l’Africa Cuamm all’incontro “The next generation program: local experiences, global impact”, che si è tenuto ieri nella sede dell’ambasciata italiana a Dar Es Salaam, organizzato dal Cuamm e dall’ambasciata italiana, in collaborazione con l’ambasciata britannica in Tanzania. Erano presenti, oltre a esponenti degli enti organizzatori, anche autorità tanzaniane nazionali e locali e rappresentati di altre organizzazioni impegnate nella lotta alla malnutrizione.

In questa occasione il Cuamm ha illustrato la situazione attuale della lotta alla malnutrizione nel paese e ha presentato il programma “The next generation program: integrated promotion of nutrition, growth and development in Tanzania”. Il progetto, con il supporto di Children’s investment fund foundation (Ciff), prevede di lavorare all’interno del sistema sanitario tanzaniano per combattere non solo la malnutrizione acuta severa (la più grave, che già si può curare in ospedale), ma anche lo stato cronico che, come spiega don Dante Carraro, direttore del Cuamm «provoca ritardi nelle crescita e nello sviluppo cognitivo dei bambini, con conseguenze che avranno effetto su tutta la loro vita».

Per monitorare i casi di sospetta malnutrizione, segnalarli ai centri sanitari e informare le famiglie sulle corrette abitudini alimentari, verrà formata una rete di “community health workers”, operatori sanitari comunitari: avranno il compito di visitare i villaggi, prestando particolare attenzione alle donne incinte o in allattamento, ai neonati e ai bambini. Nonostante la crescita economica che il Paese sta vivendo, infatti, il numero delle persone che non hanno cibo a sufficienza è ancora molto alto: il progetto del Cuamm prevede di raggiungere 310.500 mamme e 232.000 bambini entro il 2019. (Redazione)