Tanzania / Istruzione

Secondo un rapporto di Human Rigths pubblicato nei giorni scorsi ‘I had a dream to finish school’: barriers to secondary education in Tanzania (Avevo il sogno di finire la scuola: barriere all’educazione secondaria in Tanzania), un milione e mezzo di adolescenti, cioè il 40% del totale, non riesce a frequentare la scuola secondaria, nonostante il fatto che l’educazione sia una priorità per il governo fin dal momento dell’indipendenza. Nel bilancio per il 2016/2017 il 22% delle risorse è stato impegnato per il settore dell’educazione. Fin dal 2005 sono state abolite le tasse di iscrizione ed esistono varie forme di supporto all’educazione dei ceti sociali più svantaggiati.

Secondo il rapporto, insieme alle cause più comuni che impediscono la frequenza scolastica degli adolescenti, come la scarsità di scuole secondarie nelle zone rurali, le spese per divise e materiale scolastico comunque non sostenibili per molte famiglie, avrebbero una preoccupante incidenza le politiche discriminatorie verso le ragazzine.

Secondo dati della Banca Mondiale, solo un terzo delle studentesse che si iscrivono alla scuola secondaria si diplomano. Le scuole normalmente espellono le studentesse che rimangono incinte per “offesa alla moralità”. Nelle scuole secondarie è obbligatorio un test periodico di gravidanza. Ogni anno sarebbero circa 8.000 le ragazze espulse perché incinte. Disposizioni governative, inoltre, impediscono l’iscrizione alle ragazze sposate prima dei 18 anni.

I problemi per le ragazzine iniziano spesso nella stessa scuola. Secondo dati dell’Unicef, 1 studentessa su 10 sarebbe soggetta a molestie, violenze sessuali e psicologiche, pressioni per iniziare una relazione da parte degli stessi insegnanti. Questi episodi vengono denunciati molto raramente.

Human Rights Watch ritiene necessario abolire il test di gravidanza obbligatorio nelle scuole e diramare urgentemente disposizioni perché cessi immediatamente l’espulsione delle ragazzine incinte e sposate. Ritiene necessario anche creare un clima favorevole alla denuncia degli abusi e fare in modo che chi abusa di loro, compresi gli insegnanti, vengano inquisiti e condannati. Chiede inoltre che siano studiate politiche di supporto alle giovani madri, perché sia facilitata la loro frequenza scolastica. Un problema questo, che purtroppo non riguarda solo la Tanzania. (Human Rights Watch)