Commissione diritti umani

Tra il 2006 e il 2016 in Tanzania sono state condannate 34 imputati, ritenuti colpevoli di aver ucciso persone affette da albinismo. Altri 67 sono in carcere in attesa di giudizio.

Lo ha dichiarato Beatrice Mpembo, un avvocato dell’ufficio del pubblico ministero durante un seminario organizzato nella capitale, Dodoma, dalla Commissione per i diritti umani e il buon governo (Chragg), in cui si sono messe a punto le strategie governative per combattere il terribile fenomeno.

La Tanzania è il paese africano in cui è più radicata la credenza che parti del corpo delle persone affette da albinismo abbiano poteri magici, ragione per cui vengono uccisi e i loro corpi smembrati per poter avere il materiale necessario per riti di stregoneria. Il 2008 è stato l’anno in cui si sono registrati più casi: 19. La terribile credenza si riscontra anche in altri paesi dell’area, ma gli omicidi e i rituali conseguenti sono molto più rari e limitati.

La Mpembo ha dichiarato che è piuttosto difficile provare la colpevolezza degli accusati, perché molto spesso nei delitti sono coinvolti anche alcuni familiari delle vittime che dunque sono molto restii a testimoniare. Ralph Meela, funzionario di polizia responsabile per la lotta agli abusi contro la persona e contro il traffico di esseri umani, ha sottolineato che serve un’opera di educazione e sensibilizzazione contro tali pratiche, dal momento che spesso gli albini stessi e le loro madri non conoscono quali siano i loro diritti.