Tanzania / Caccia

Il governo tanzaniano ha tolto la proibizione della caccia grossa che era stata imposta nel 2015. Da allora bisognava avere uno speciale permesso per cacciare in parti limitate del territorio del paese. Ora, i cittadini tanzaniani e i residenti stranieri di lungo periodo potranno cacciare in cinque aree in altrettante regioni, sia per approvvigionarsi di carne selvatica che per ricavarne trofei. La più estesa di queste aree è la riserva Selou, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità in pericolo nel 2014, dove gli animali sono già minacciati dalla costruzione di una controversa diga.

Lo ha annunciato James Wakibara, direttore generale dell’autorità per la gestione della fauna selvatica (Tanzania Wildlife Management Authority) aggiungendo che si tratta di un esperimento volto a sviluppare una miglior strategia per conservare in modo sostenibile il patrimonio faunistico del paese. I cittadini e i residenti dovranno chiedere e pagare una licenza, e questo, a suo parere, permetterà di controllare meglio il bracconaggio, aumentato a dismisura negli ultimi anni a causa del crescente mercato per i prodotti della caccia ad animali selvatici.  

Il bando imposto in precedenza era motivato dalla necessità di salvaguardare numerose specie selvatiche in via di estinzione. Solo pochissimi, in genere turisti d’élite che potevano permettersi di pagare enormi somme, potevano partecipare a battute di caccia organizzate. Per uccidere un elefante il prezzo raggiungeva i 15mila dollari, per un leone i 12mila e gli animali dovevano essere vecchi o malati. La maggioranza di questi cacciatori sono americani e pagano dai 14 ai 20mila dollari per spedizioni di caccia della durata di due o tre settimane.

Secondo le autorità tanzaniane competenti, il bando del 2015 avrebbe fatto aumentare la corruzione e il bracconaggio incontrollato. Ora il massacro sarà legalizzato.

Il governo della Tanzania va in controtendenza nel continente. Il mese scorso la fondazione africana per la fauna selvatica (African Wildlife Foundation), ha annunciato che avrebbe investito 25 milioni di dollari in quattro anni per supportare lo sforzo dei governi e delle comunità, impegnate a proteggere la fauna e la flora selvatica. (The East African)